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Processo Claps, respinta la richiesta di costituzione parte civile
della diocesi di Potenza

Basilicata

Gildo Claps: «E' un buon risultato, è un buon inizio, che ci fa sperare di poter finalmente arrivare dopo quasi 20 anni alla verità».

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Il gup Elisabetta Boccassini, nel corso del processo a carico di Danilo Restivo, unico imputato per la morte di Elisa Claps, ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile da parte della diocesi di Potenza.

Il fatto che il corpo di Elisa Claps sia rimasto per tanto tempo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza dimostra che la chiesa di Potenza è stata negligente.
Secondo quanto riferito dal legale della diocesi di Potenza, Donatello Cimadomo, c'è questo alla base della decisione del gup.

Secondo quanto riferito dal legale della diocesi di Potenza, Donatello Cimadomo, il gup Elisabetta Boccassini ha chiamato in causa la «mancata diligenza nel controllo e gestione dei locali» della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. «Da qui – ha spiegato il legale - l'impossibilità di far derivare un danno perchè non si può dolere delle conseguenze dannose di una condotta delittuosa colui il quale non ha in cura i locali dove il corpo è stato ritrovato». «Il giudice - prosegue Cimadomo - ha riscontrato una potenziale conflittualità con le nuove indagini in corso sul ritrovamento del cadavere. I pubblici ministeri non avevano manifestato alcuna opposizione alla richiesta di costituzione e hanno dato atto delle nuove indagini in corso»

Il pm Rosa Volpe, infatti, non si era opposta alla richiesta del vescovo, accettando che la Curia in quanto istituzione abbia subito un danno dalla morte e poi dal ritrovamento del corpo di Elisa nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità.

Gildo Claps, fratello di Elisa, commentando il fatto ha commentato Gildo Claps, fratello di Elisa, il fatto che sia stata respinta la richiesta di costituzione come parte civile della diocesi di Potenza, ha detto: «E' un buon risultato, è un buon inizio che ci fa sperare di poter finalmente arrivare dopo quasi 20 anni alla verità».

Le richieste di costituzione di parte civile presentate dal Comune di Potenza e dall’associazione «Telefono Donna», invece, sono state accolte.

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