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Il COMMENTO
Ci hanno tolto i treni nell’indifferenza generale

Basilicata

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di GIUSEPPE RAFFA*
Nessuna risorsa aggiuntiva per il trasporto pubblico era contenuta nell'emendamento anti-crisi della legge di stabilità approvata senza che nessuna voce si levasse in difesa di Calabria e Sicilia, un territorio sempre più isolato. Insomma, sul fronte del diritto alla mobilità, il Governo ha confermato le misure adottate con la manovra economica dell'agosto scorso, lasciando solo i già insufficienti 400 milioni di euro previsti. Ma l'ad di Trenitalia, Mauro Moretti, non se ne cura: anzi, ha già detto alla stampa che in queste condizioni da gennaio sarà assai difficile garantire i livelli di trasporto ferroviario. Come Presidente della Provincia di Reggio Calabria, sempre più isolata non solo dal resto d'Italia e dalla Sicilia, ma addirittura da Lamezia dove i “Frecciargento” continuano a fermarsi obbligando i viaggiatori a trasbordare, a seconda di dove sono diretti fino a due volte, non posso tacere. Anzi, voglio segnalare come i nuovi tagli previsti nell'orario Fs, che entrerà in vigore dal 12 dicembre, siano l'ulteriore conferma del trattamento inflitto da Trenitalia alla nostra terra. A questo punto bisognerà aspettare l'evolversi della situazione politica per individuare i nuovi interlocutori disposti a discutere, magari anche con noi, l'emergenza trasporti e quella che riguarda il diritto alla continuità territoriale, garantito dalla Costituzione. Sia chiaro: questo sfogo non vuole essere un generico elenco di lamentele, ma la focalizzazione di alcuni asset strategici del nostro territorio e della sua vocazione di cerniera e snodo (basti pensare al ruolo che ha perso via via la stazione di Villa S. Giovanni) verso la Sicilia, la Puglia e verso il resto del Paese. Dal mio insediamento tra le tante priorità ho inserito la valorizzazione del “Tito Minniti”: un'infrastruttura vitale sia per il turismo, sia e soprattutto per la mobilità delle popolazioni ioniche e tirreniche. Ma non pensavo, essendo peraltro materia concorrente gestita dalla Regione, di dovermi ergere a difensore dell'antica tradizione di centralità che l'area reggina ha sempre avuto in campo ferroviario. Una difesa già sostenuta dai sindacati e discussa ampiamente con il Governo regionale: dunque, lungi da me la voglia di sostituirmi o sovrappormi a prese d'atto sinergiche che si mobilitano su questi stessi argomenti. Ritengo tuttavia che le intese, comunque intraprese, non debbano distogliermi, quale rappresentanza politica di questo territorio, dal fare per intero il mio dovere: senza demagogie o confusioni, ma anche senza sconti verso chicchessia, considerato che sui trasporti la Provincia ha ancora le mani legate non avendo ottenuto il trasferimento delle competenze che ha in capo per quanto riguarda il Trasporto pubblico locale (Tpl). Due giorni fa, una Conferenza straordinaria delle Regioni ha affrontato proprio il gravissimo problema dei tagli al Tpl che, dal 2012, colpirà non solo noi, con le autolinee in crisi e le ferrovie della Calabria baricentriche ormai solo su Catanzaro o Cosenza, ma tutte le Regioni italiane. Del resto, nell'ultima manovra aggiuntiva alla finanziaria per il pareggio del bilancio (DL. 138/2011), il Tpl italiano ha subito un ulteriore taglio del 75%, da 1,9 miliardi di euro del 2011 a 400 milioni per il 2012, e questa incidenza ricadrà tutta sul cittadino, sia che viaggi su rotaia sia che lo faccia su gomma. Nel dettaglio, durante quella Conferenza si è discusso delle preoccupanti scelte fatte dalle Ferrovie dello Stato che hanno deciso di sopprimere l'ultima tranche dei treni a lunga percorrenza che dal Mezzogiorno viaggiano verso il Centro-Nord. E' ormai evidente che ridotto l'appannaggio statale, quello che attraverso il Contratto di servizio nazionale con Fs garantiva i collegamenti Nord - Sud, l'offerta commerciale di Trenitalia si sia spostata verso i costosi treni ad alta velocità, dismettendo fra riduzioni e cancellazioni i treni periodici e notturni che del resto, come i viaggiatori sanno bene, sono sempre più invivibili. Il punto è che nessuno si è mai sognato di impedire alle Ferrovie dello Stato di ragionare come una società privata e, dunque, nell'indifferenza quasi generale, sono state marginalizzate tutte le tratte che non rispondevano a canoni di profitto certo. Così ai nostri studenti ed emigrati di ritorno, almeno per le feste di Natale (dopo la soppressione di molte cuccette e vagoni letto), toccheranno notti in bianco sui sedili non sempre accoglienti. Spariti anche i treni straordinari a lunga percorrenza, le carrozze in circolazione di notte si ridurranno e quelle che resteranno in servizio saranno, molto probabilmente, invivibili se è vero, come è vero, che le Ferrovie dello Stato hanno rescisso il contratto con “Railservice International”, la società che aveva in appalto la manutenzione dei treni notturni. A Moretti, però, non importa: lui è concentrato sull'Alta velocità dove è imminente lo sbarco dei privati con il supertreno “Italo” del gruppo guidato dal tandem Montezemolo-Della Valle. Fervono, infatti, i preparativi all' interno di NTV (acronimo di Nuovo Trasporto Viaggiatori che però non ci riguarda), che a breve comunicherà la data ufficiale in cui diventerà operativo. E ci dispiace anche che il progetto industriale degli impianti di manutenzione del treno Ntv, che si fermerà a Salerno, abbia ignorato insieme alle potenzialità che offre la nostra regione (senza strade e senza treni) anche le Omeca per scegliere invece Nola. La verità è che Reggio non ha promoter adeguati, neanche in un settore dove è stata leader, perché le Omeca, al di là della crisi che si è determinata, lo sono state. Dunque, è con tristezza, e perché no, anche con un pizzico d'invidia che penso a chi viaggerà sui treni “Italo” con a bordo schermi individuali touch screen dai quali sarà possibile navigare attraverso il menu di intrattenimento, canale televisivo incluso, wi-fi internet e servizi di ristorazione. Anzi, non voglio proprio nasconderla questa invidia, visto che perfino Alitalia, nonostante i costi che sopportiamo, ha smesso di “trattarci”, togliendo fra Reggio e Roma addirittura i salatini.
*Presidente della Provincia
di Reggio Calabria

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