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Crisi Pd e giunta regionale.
Alla ricerca di una via d'uscita

Basilicata

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POTENZA - L’incertezza domina la vigilia del vertice di maggioranza. Si sanno poche cose certe. La prima è che si svolge oggi al primo piano del Palazzo della giunta regionale a via Anzio a Potenza. La seconda è che oltre al governatore troveranno posto tutti i segretari e big dei partiti del centrosinistra lucano compreso ovviamente il leader del Pd Roberto Speranza che spalleggerà il “suo” De Filippo. Sono stati convocati tutti i partiti della coalizione politica che ha vinto le elezioni regionali del 2010. Compresi quelli che non hanno rappresentati in consiglio regionali. La terza certezza è che tra loro non ci saranno i Verdi che hanno palesato pubblicamente la propria rottura con il Pd e con il governatore. L’ultima certezza è che non sarà semplice mettere tutti d’accordo e trovare il bandolo della matassa per risolvere una questione che va ben oltre i perimetri della politica e abbraccia invece anche il filone delle indagini giudiziarie su Fenice - Arpab. Innanzitutto non è ancora chiaro se esiste una soluzione interna al Pd. La Direzione dei big democratici di una settimana fa ha fatto “esplodere” in tutta la sua evidenza le “incoerenze” di un partito che soffre di troppe divisioni interne e di troppi personalismi. Ovviamente in una settima gli incontri e i tentativi di mediazioni tra colonnelli ci sono state. Ma rimane tutto aperto il “caso” Erminio Restaino. Da quanto si è appreso, da autorevoli indiscrezioni, il deputato Salvatore Margiotta (che guida la corrente di Franceschini di cui fa parte lo stesso Restaino) e il governatore De Filippo si sono parlati per tentare di trovare una via di uscita a una situazione che in ogni caso va risolta. Ma a quanto sembra, Restaino in questo momento si sarebbe “chiuso” in una sorta di isolamento dai suoi stessi sodali dopo che ha ben chiarito, in diverse circostanze, di non essere intenzionato a «suicidarsi per non farsi ammazzare». Politicamente parlando ovviamente. Ma non è solo questo, seppur delicatissimo, l’unico problema che si trovano ad affrontare De Filippo in prima battuta e Speranza subito dopo. La dichiarata necessità di una discontinuità ha bisogno di fatti e non solo parole. E al momento al di là dei nomi degli assessori eventualmente da sostituire (si parla sempre di Rosa Gentile e di Vilma Mazzocco oltre a Restaino) non si è ancora compreso a livello programmatico o di indirizzo politico come si voglia davvero procedere per creare quella discontinuità che non è solo nelle parole di Speranza ma anche nell’auspicio di gran parte della comunità lucana. Il concetto è stato ben espresso dal dirigente Pd, Gianpiero Iudicello: «Dobbiamo metterci a servizio, a servizio e non a comando perché chi ha il compito di guidare si mette a servizio e il senso del guidatore sta nel viaggio di tutti non in quello suo». Per tornare comunque all’incertezza che regna sovrana si può aggiungere che molti dei segretari che oggi varcheranno le porte della stanza di De Filippo, ancora ieri, erano all’oscuro al di là della convocazioni di qualsiasi elemento di discussione che verrà posta a margine degli organigrammi.

Salvatore Santoro

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