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Effetti della crisi, mense dei poveri
sempre più affollate

Basilicata

Secondo il Banco alimentare, in Calabria nel 2011 la crisi ha colpito duro, tanto duro da ridurre la gente alla fame

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Sono 126 mila i calabresi che nel corso dell’anno 2011 si sono rivolti alla rete di solidarietà che fornisce un pasto caldo o almeno una provvista alimentare alle persone che non riescono a rimediare il cibo necessario per sopravvivere. Nel 2010, gli assistiti erano stati invece 99mila 689 e mai in precedenza si era verificato un incremento di oltre ventiseimila persone nell’arco di dodici mesi. I dati emergono dalle statistiche raccolte per celebrare i quindici anni di attività del Banco alimentare in Calabria. Erano poco meno di ventiduemila gli affamati ai quali si dava aiuto nel 1996, quando è nata la costola regionale della fondazione costituita sette anni prima su ispirazione del leader di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, e del patron del marchio alimentare Star, Danilo Fossati. Da allora è stata una crescita continua, di pari passo con l’incremento degli enti che si appoggiano al Banco per reperire gli alimenti da distribuire ai poveri: erano 193 agli esordi in Calabria, sono diventati 646 nel 2011. Ma nell’ultimo anno l’adesione alla rete di 13 tra mense e centri d’accoglienza non basta a giustificare l’impennata registrata nel numero di bocche da sfamare: tra il 2009 e il 2010, ad esempio, si erano aggiunti 20 presìdi di distribuzione ma il numero degli assistiti era cresciuto di appena 1.600 unità.
Gianni Romeo, direttore generale della fondazione del Banco alimentare in Calabria, speiga come si arriva a registrare un dato così marcato: «C’è una richiesta d’aiuto crescente che ci arriva da ogni parte della Calabria» dice. E aggiunge che dal suo osservatorio si rileva una «situazione critica» legata in particolare «all’incremento della precarietà che mette in difficoltà le famiglie calabresi tanto da rendere difficile procurarsi persino il cibo».
Un’analisi che arriva a confermare quanto emerso un mese fa, in occasione della presentazione del dossier sulla povertà di Caritas-Zancan. In quell’occasione, nel capitolo dedicato alla Calabria si scoprì che il 26% delle famiglie nel 2010 si trovava in condizioni di povertà relativa (cioè con difficoltà nella fruizione di beni e servizi rispetto al livello di vita medio del luogo) a fronte di un dato nazionale che non superava l’undici per cento.
Ma soprattutto, si rilevava che rispetto all’anno precedente erano aumentate del 2,3 per cento le case calabresi nelle quali non si riusciva a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni, fenomeno che quindi arrivava a colpire poco meno di nove famiglie su cento.
Un’emergenza di fronte alla quale, tra l’altro, gli strumenti sembrano essere insufficienti. Se il rapporto Caritas-Zancan denunciava una spesa sociale pro capite che in Calabria era pari a un terzo di quella nazionale, il Banco alimentare rileva anche un problema di mentalità nel collaborare con la rete di solidarietà che vuole combattere lo spreco alimentare raccogliendo l’eccedenza della filiera agroalimentare e distribuendolo agli enti che assistono i poveri.
La prossima scommessa del Banco alimentare riguarda la raccolta e il recupero del cibo fresco che rischia di deteriorarsi nei supermercati: un progetto denominato “Siticibo”.

SABATO PROSSIMO LA COLLETTA ALIMENTARE
Sabato 26 novembre, davanti a centinaia di supermercati calabresi, volontari con indosso la pettorina del Banco alimentare chiederanno di riempire una busta di provviste da far arrivare alle famiglie più povere. L’anno scorso, in Calabria, sono stati raccolti 175 mila chilogrammi di derrate in 383 supermercati, grazie all’impegno di tremila volontari.
Gli organizzatori contano di assicurare in Calabria la copertura di circa 450 tra supermercati, ipermercati e punti vendita alimentari. Saranno i volontari a indicare le tipologie di cibo per le quali in questa fase ci sono esigenze particolari. In genere si tratta di alimenti a lunga conservazione che verranno poi impacchettati a seconda delle loro caratteristiche e inviati alle mense per i poveri o direttamente alle famiglie bisognose secondo le indicazioni degli enti che attingono dalla rete del Banco.

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