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Droga all'Unical, indagati per detenzione
cade l'accusa per la morte di Grillo

Basilicata

Gli universitari accusati solo per la detenzione. Furono chiamati in causa anche per il decesso dell’amico. La Procura ha chiuso l’inchiesta aperta dopo la morte dello studente Grillo

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Il reato di morte come conseguenza di altro reato è caduta per i cinque studenti dell’Unical, a loro tempo chiamati in causa anche per il decesso di Gianluca Grillo, alias “Panda”, 28 anni di Torre Melissa (Kr), studente di Economia.
In un primo momento si pensò, infatti, che la morte dell’universitario, siamo allo scorso 18 aprile, era da addebitare all’assunzione della sostanza che gli avevano ceduto i suoi amici. Per i consulenti nominati dal pubblico ministero Giuseppe Visconti, invece, Grillo è morto per cause naturali, a seguito cioè di un infarto. Gli esperti che eseguirono l’autopsia hanno infatti «escluso qualsiasi rapporto di casualità tra l’assunzione della sostanza stupefacente e l’evento morte, che è invece riconducibile a patologia cardiaca di altra natura». E così Visconti ha alla fine indagato Giuseppe Delia, 26 anni di Reggio Calabria, Mattia Campilongo, 28 di Verbicaro, Davide Merando, 20 di Spezzano della Sila, Dante Prato, 26 di Crotone, e Vincenzo Gallelli, 28 di Badolato (Cz), solo per la detenzione di droga. L’accusa di omicidio è stata archiviata proprio a seguito delle conclusioni cui sono giunti gli esperti nominati dal pm. La chiusura delle indagini è di questi giorni. I cinque giovani sono nello specifico accusati di aver detenuto 347,48 grammi di marijuana dai quali potevano ricavarsi 285 dosi. Tale sostanza fu trovata dalle forze dell’ordine il giorno della morte di Grillo nella stanza dove lo stesso universitario alloggiava insieme ad altri studenti. I cinque hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive.

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