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Settore Ambiente. Per Melandri
niente interdizione

Basilicata

Le dimissioni del commissario inducono il pm a revocare la richiesta di bloccare i suoi incarichi pubblici. Sarà il capo della Protezione civile a decidere il destino del settore Ambiente

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Il compito spetta al capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che sarà in Calabria nei prossimi giorni, per sciogliere il complicato nodo della gestione commissariale del settore Ambiente. Intanto, però, le dimissioni dall’incarico presentate dal generale della Guardia di Finanza, Graziano Melandri, venerdì scorso e accolte dal capo del Dipartimento della protezione civile, hanno fatto sì che il sostituto procuratore Carlo Villani, revocasse la richiesta di interdizione dai pubblici uffici avanzata nei confronti del commissario per l'emergenza ambientale in Calabria coinvolto nell’inchiesta “Pecunia non olet 2” su presunti illeciti in materia fiscale ed ambientale connessi alla gestione della discarica di Alli, a Catanzaro, che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di Stefano Gavioli, 54 anni, di Venezia, proprietario della società Enertech che gestisce l'impianto di smaltimento rifiuti e di Loris Zerbin, 50 anni, di Campolongo Maggiore (Venezia), direttore tecnico della Enertech.
La richiesta è stata formulata nel corso dell’interrogatorio del generale Melandri davanti al giudice per le indagini preliminari Abigail Mellace fissato proprio per decidere sulla precedente richiesta ed è stata motivata proprio per le dimissioni presentate che comunque, dovranno essere formalizzate con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Nel corso dell’interrogatorio, il generale Melandri, secondo quanto ha riferito il suo legale, l’avvocato Giuseppe Fonte, «ha dato ampie spiegazioni su tutta la vicenda, chiarendo e giustificando ogni atto amministrativo e dando spiegazioni sull'assoluta trasparenza e legittimità di ognuna delle sue decisioni in qualità di commissario». Melandri ha anche esibito le dimissioni con l’accettazione del capo della Protezione civile, da cui è scaturita poi la decisione della Procura. L’ex commissario è indagato per la violazione della disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi per avere emesso quattro ordinanze con le quali ha liquidato alla società Enertech la somma complessiva di 1 milione e 335 mila euro.
Ieri sono stati sentiti anche i due funzionari dell’Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale in Calabria, Domenico Richichi (difeso dall’avvocato Giuseppe Fonte) e Simone Lo Piccolo (rappresentato dall’avvocato Carlo Morace) per i quali la Procura aveva chiesto – al pari di Graziano Melandri – la sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio. La decisione del gip, su questo aspetto, è attesa nella prossime ore. Sentiti anche Paolo Bellamio, 47 anni, commercialista di Venezia (si è avvalso della facoltà di non rispondere), e Antonio Garrubba, tecnico della Eneterch, 46 anni di Isola Capo Rizzato, entrambi, sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Interrogatorio di garanzia anche per Enrico Prandin, 49 anni, di Rovigo, finito agli arresti domiciliari insieme a Giovanni Faggiano, 52 anni, avvocato di Brindisi, e all'avvocato Giancarlo Tonetto, 56 anni, di San Donà di Piave (Venezia). Con ogni probabilità gli interrogatori di garanzia dei due legali si svolgeranno per rogatoria.

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