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Reggio. Violenza sessuale, dipendente
della Blockbuster ai domiciliari

Basilicata

Il giovane, C.M., dipendente dell’esercizio commerciale Blockbuster, accusato del reato di violenza sessuale

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I carabinieri della Stazione Rione Modena (Rc) hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di C.M. 39 anni, dipendente dell’esercizio commerciale Blockbuster, accusato di violenza sessuale. Le indagini sono partia dalla denuncia di una ragazza reggina relativamente a fatti verificatisi a metà settembre 2011.
La giovane ha riferito ai carabinieri di aver letto un’inserzione sul sito www.subito.it per assunzioni presso il negozio Blockbuster di Reggio Calabria e di aver aderito con una mail di risposta.
Tempo dopo è stata contattata telefonicamente e l'interlocutore avrebbe fissato con lei un appuntamento presso il negozio sito in Via Aschenez. La giovane però è stata accolta da un dipendente incaricato della selezione del personale, il quale è stato riconosciuto dalla voce come colui che l’aveva chiamata al telefono.
La ragazza è stata così indirizzata in un magazzino sul retro del negozio in uno spazio angusto e fatta sedere su uno sgabello. Da subito il giovane avrebbe iniziato a farle complimenti sul suo aspetto esteriore chiedendole di fare un giro su stessa per poterne apprezzare il fisico, e chiedendole altresì se avesse intenzione di fare la modella aggiungendo che ne avrebbe avuto le caratteristiche, iniziando ad insinuare con insistenza che però per lavorare occorre sempre fare compromessi ed essere “disponibili al 150%”.
La ragazza ha risposto al giovane molestatore di non voler fare la modella ma semplicemente di essere interessata al lavoro presso il negozio, ma di non essere disponibile ad alcun tipo di compromesso.
L’uomo a quel punto si sarebbe avvicinato alla giovane porgendole una t-shirt con il logo Blockbuster e chiedendole con tono deciso e intimidatorio di indossarla. Alle resistenze della giovane l’uomo ha insisto chiedendole di indossare la maglietta e senza il reggiseno.
La ragazza, in uno stato di soggezione e timore ha cercato di cambiarsi repentinamente come richiesto e in quel frangente è stata palpeggiata dall’uomo sul petto.
Il dipendente ha poi ribadito il concetto sulla disponibilità al “150 %”, chiedendole anche di svestirsi dei pantaloni ed indossare quelli del negozio, proposta che la giovane avrebbe categoricamente rifiutato allontanandosi dal magazzino.
L’uomo, ancora non contento, le ha proposto di incontrarsi nuovamente per mostrarle il funzionamento del lettore del codice a barre delle casse, specificando in maniera evidentemente inequivoca che ciò sarebbe potuto avvenire però solo in orario di chiusura quando c’era solo lui all’interno dell'esercizio commerciale. La giovane però si è recata dai carabinieri i quali, a seguito di accertamenti hanno emesso la misura cautelare nei confronti dell’incaricato delle selezioni del personale, sottolineando la condotta dell’indagato che aveva agito nella qualità di incaricato della supervisione della gestione dei colloqui, approfittando della qualità della persona offesa (disoccupata e pertanto bisognosa di un impiego), abusando quindi della condizione di inferiorità psichica della giovane. Si indaga sulla possibile esistenza di eventuali episodi analoghi.

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