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Il giallo del registro tumori

Basilicata

“La percentuale di malati è passata in Basilicata dall'1,6% del 2000 al 2,4 % del 2010 e in Italia dal 2,8 % del 2000 al 3,2% del 2010”

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ECCO i dati che l’assessore Martorano (in foto) snocciolava, solo qualche mese fa, a seguito di una interrogazione del consigliere Singetta (Api), sulla base dei due rapporti elaborati dal Crob che a oggi consentono di fare importanti valutazioni sul grado di diffusione delle malattie tumorali in Basilicata. In particolare, il secondo rappresenta i dati regionali di prevalenza, incidenza e mortalità 1970/2010 a confronto con quelli nazionali ed i dati di incidenza regionali e per microaree (Asl - Comunità montane - Bacini idrogeografici relativamente ai comuni non rientranti nei territori di competenza delle Comunità montane) - periodo 1997/2006. Tre le cose importanti emergenti: i casi di tumore sono aumentati anche da noi, ma la percentuale di lucani che annualmente contrae una forma tumorale è inferiore all'1 per cento della popolazione totale ed è sovrapponibile alla corrispondente percentuale nazionale. Inoltre, non emergono aree della regione in cui l’aumento delle malattie tumorali sia maggiormente sensibile.
“I dati elaborati ad oggi dal registro tumori -scrive Martorano nella risposta all’interrogazione - mostrano incrementi delle patologie neoplastiche in Basilicata, senza sostanziali e significative differenze d'incidenza fra le diverse aree della regione, valutando gli ambiti territoriali individuati dal Registro Tumori e considerando le fluttuazioni statistiche.
Le figure dei trend 1970-2010 per incidenza, mortalità e prevalenza che mettono a confronto Basilicata e Italia mostrano ancora per poco una Basilicata con tassi inferiori, considerato che si sono persi i vantaggi derivanti dalla minore presenza di fattori di rischio quali soprattutto le abitudini di vita e nonostante le campagne di informazione per la prevenzione primaria e le attività di prevenzione secondaria.
L’incremento del numero di casi di tumore deriva anche dal progressivo miglioramento delle tecniche diagnostiche, dai programmi di screening (ma è solo un aumento delle diagnosi di casi misconosciuti in precedenza). Ben altro concetto è quello legato all'invecchiamento della popolazione (i tumori sono legati all'età) e quello sopra espresso delle variazioni in negativo delle abitudini di vita.
La percentuale di lucani affetti da tumore, relativamente al numero di casi presenti (inclusi i nuovi casi) è pari al 2010 (stima) al 2,4 per cento della popolazione regionale (di cui il 45,2 per cento di sesso maschile e il 54,8 per cento di sesso femminile). Rispetto a una percentuale nazionale pari al 3,2 per cento (di cui il 43,6 per cento di sesso maschile ed il 56,4 per cento di sesso femminile).
Il maggior numero di casi, in Basilicata come in tutt'Italia, interessa la popolazione di 60 anni e oltre dove si concentra il 70 per cento circa dei casi.
La percentuale di soggetti affetti da tumore è passata in Basilicata dall'1,6 per cento del 2000 al 2,4 per cento del 2010 ed in Italia dal 2,8 per cento del 2000 al 3,2 per cento del 2010, atteso che all'aumento di prevalenza osservato contribuisce, peraltro, l'aumento della sopravvivenza media dalla diagnosi. cia di età 80 e più anni)”.

Mariateresa Labanca

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