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Emergenza ambientale a Cosenza
sequestrata l'area dell'ex Aci

Basilicata

La zona si trova in pieno centro e non è l’unica emergenza ambientale della città. Indagati i due proprietari del lotto che non avrebbero effettuato la bonifica

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Sotto sequestro l'area dell'ex Aci, in centro città, dove regnano rifiuti di varia natura, e anche la presenza di senzatetto che sono riusciti a penetrare all'interno e fare di quello spazio la loro povera dimora. Il lotto, ubicato tra Viale Giacomo Mancini e via XXIV maggio è stato posto sotto sequestro su richiesta del Procuratore della Repubblica di Cosenza, Dario Granieri. Due le persone indagate, amministratori della società titolare del reliquato, accusati di aver omesso di dare esecuzione all’ordinanza sindacale del 29 giugno del 2009 in cui il Comune, per ragioni di ordine pubblico e d’igiene, intimava di procedere alla bonifica dell’intera area.
La bonifica, come dimostra anche un successivo sopralluogo della Polizia Municipale, non è mai stato effettuato «creando - secondo la Procura - un notevole pericolo per la salute pubblica».
I residenti da tempo, infatti, lamentavano il degrado della zona che fra l’altro ha anche una scarsa illuminazione pubblica. I due indagati sono Pasquale Cundari, 48 anni di Cosenza e Roberto Caruso, anche lui di Cosenza, di 56 anni. Entrambi sono amministratori della società So. Im. Co. s.a.s.
Ma il problema legato agli scempi ambientali riguarda più zone della città tra cui via Reggio Calabria e l’area delle Cupole Geodetiche, anch’essa sottoposta a sequestro, che doveva essere oggetto di una bonifica che non è mai partita. C’è infine la questione dei capannoni in eternit e del deposito dell’area delle ex Ferrovie della Calabria.

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