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Catanzaro. Rifiuti, "Pecunia on olet"
respinti tutti i ricorsi

Basilicata

Confermate le misure cautelari nei confronti di Stefano Gavioli, proprietario della società Enertech, dell’avvocato della Enertech Giancarlo Tonetto, ed Enrico Prandin

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Sono stati respinti tutti e tre, i ricorsi al Tribunale del riesame di Catanzaro presentati nell’interesse di altrettanti indagati coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro denominata «Pecunia non olet», su presunti gravi illeciti in materia fiscale ed ambientale connessi alla gestione dell’impianto di smaltimento rifiuti di Alli (Cz). I giudici hanno confermato le misure cautelari nei confronti di Stefano Gavioli, 54 anni, di Venezia, proprietario della società Enertech, che gestisce l’impianto di smaltimento di Alli, sottoposto a custodia in carcere, e poi dell’avvocato della Enertech Giancarlo Tonetto, 56 anni, di San Donà di Piave (Venezia), ed Enrico Prandin, 49 anni, di Rovigo, entrambi ristretti agli arresti domiciliari, che lo scorso 29 novembre, al termine delle discussioni, i rispettivi difensori (gli avvocati Danilo Iannello, Aldo Casalinuovo e Leopoldo Marchese) avevano chiesto di revocare. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Abigail Mellace, su richiesta del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Carlo Villani, ed eseguiti lo scorso 17 novembre. Quel giorno, oltre a Gavioli, è finito in carcere anche Loris Zerbin, 50 anni, di Campolongo Maggiore (Venezia), direttore tecnico della Enertech; ed ai domiciliari è stato posto anche l’amministratore di una delle società del gruppo della Enertech, Giovanni Faggiano, 52 anni, di Brindisi.
Due, inoltre, le persone sottoposte all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, e cioè Antonio Garruba e Paolo Bellamio, un tecnico della Eneterch, e un commercialista. Da ultimo, sempre relativamente alla terza tranche dell’inchiesta sfociata negli arresti, il gip ha disposto la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio di altri due indagati, funzionari dell’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale in Calabria, Domenico Richichi e Simone Lo Piccolo. Il pubblico ministero Villani aveva proposto l'applicazione della stessa misura interdittiva anche nei confronti dell’ex Commissario per l’emergenza ambientale in Calabria, Graziano Melandri, ma a seguito delle dimissioni rassegnate da quest’ultimo ha revocato tale propria richiesta, sulla quale di conseguenza il gip si è espressa con un «non luogo a provvedere». A questo punto si attende ancora la decisione dei giudici del riesame relativa alla richiesta di dissequestro dell’impianto di Alli, avanzata dai difensori della Enertech a seguito del provvedimento eseguito il 14 ottobre.

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