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Monti fa pagare la crisi al ceto medio.
Le Regioni fanno aumentare le accise della benzina

Basilicata

A Palazzo Chigi dal premier Monti i delegati lucani di Regione e Province. Lacorazza chiaro: «A rischio i deboli».
De Filippo non nasconde le difficoltà generali ma plaude alle ultime modifiche

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POTENZA - E’ una manovra finanziaria dura. Questo lo si sapeva già dalla vigilia. Ieri il premier Monti ha anticipato i dettagli (prima della conferenza televisiva in serata) ai rappresentati delle Regioni, dei Comuni (Anci) e delle Province (Unpi). Per la Basilicata al tavolo con il governo nazionale c’erano il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo e il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza.
I due esponenti lucani a caldo non hanno nascosto le difficoltà. Il governatore ha detto: «La situazione di emergenza in cui versa il Paese è tale che non avevamo mai pensato che le Regioni potessero essere risparmiate dai tagli, ma il tema, ora, non deve essere quello della contrapposizione tra livelli dello Stato, ma del concorso a stabilire il giusto equilibrio per garantire i livelli minimi di risorse per i servizi che compete a ciascuno fornire. Per questo abbiamo chiesto allo Stato di salvare la Sanità e nel confronto estremamente schietto che c’è stato sembra che questo principio di buonsenso sia passato. Questo ci aiuterà a farci carico con responsabilità degli ulteriori sacrifici che ci vengono chiesti». Pacata soddisfazione quindi da parte di De Filippo per lo “scampato” pericolo dei tagli sulla sanità che alla vigilia sembrava doversi abbattere sulle Regioni.
Per Lacorazza c’è subito la consapevolezza: «Monti opera in una situazione complessa in cui la vicenda italiana condizione tutto il futuro dell’Eurozona e dell’euro. Ognuno di quindi si siede a ragionare con il governo nazionale abbracciando questa responsabilità internazionale. Siamo tutti consapevoli della crisi che ci ha investiti». Il presidente della Provincia però non nasconde qualche “critica”: «Penso sostanzialmente che questa Finanziaria rischia di non mantenere il tema dell’equità tra persone ma anche tra territori. Il pericolo maggiore infatti è che rischia di essere una Manovra fortemente sbilanciata. Non solo c’è l’assenza totale di una qualsiasi patrimoniale». Lacorazza quindi aggiunge: «Questi per me sono i punti deboli di questa manovra. Aggiungo che il taglio agli enti locali è un taglio che rischia ancora di più di indebolire le fasce meno abbienti. Il ceto medio e quello medio basso che hanno più necessità di servizi rispetto ai ricchi. Faccio degli esempio a numeri così sarò più chiaro: alle Province italiane nel 2010 sono stati trasferiti 1.276 milioni di euro. Con questa manovra si arriverebbe al 2012 a toglierne mille milioni. Rimarrebbero insomma solo i 276 milioni. Il punto è che non tutte le Province hanno un’autonomia finanziaria e tributaria. Milano, Torino, Roma non hanno trasferimenti dallo Stato perchè hanno un gettito fiscale che garantisce sostanzialmente un’autonomia. A essere penalizzate quindi sarebbero la gran parte delle Province del Mezzogiorno d’Italia che nel corse degli anni hanno usufruito della perequazione. In questa manovra dunque salterebbe il principio fondamentale della perequazione. Devo ammettere che al tavolo del governo questa cosa è stata posta e sembra che ci siano state delle correzioni: ora bisogna comprendere quale sarà l’approccio definitivo».
Da parte sua De Filippo ha illustrato la “mediazione” delle Regioni con Monti: «Abbiamo spiegato che Il taglio di 2,5 miliardi di euro al Fondo Sanitario nazionale avrebbe messo praticamente tutte le Regioni in condizione di sforare i tetti di deficit oltre i quali sono previsti piani di rientro e commissariamenti. L’ipotesi alternativa che ci è stata sottoposta, ossia di lavorare sull’Irpef con meccanismi di perequazione, potrebbe rendere l’operazione più sostenibile».
Di base il governatore ha però spiegato: «Questo non deve servire a nascondere le difficoltà, anche drammatiche, che ci saranno, con bilanci sempre più ingessati, ma siamo consapevoli che sia il momento della responsabilità, e che serva fare sacrifici anche estremamente duri: l’importante è farli tutti, in una misura sostenibile per ciascuno».
Diverso il “tenore” delle conclusioni di Lacorazza per le Province: «Secondo me si poteva fare meglio. Questo è un momento in cui o combatti fino all’ultimo euro l’evasione fiscale e costruisci una patrimoniale mite magari inserendo anche l’Ici ma progressiva oppure c’è il rischio concreto di scatenare la scure contro i più deboli».
Per quanto riguarda i tagli sui “costi” delle Province Lacorazza ha detto: «Continuo a sentirmi sereno e comprendo il clima di rigore».

Salvatore Santoro

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