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Lamezia, agguato contro un operaio
bimbo colpito di striscio

Basilicata

Un’ora prima erano stati sparati tre colpi di pistola contro l’auto del titolare di una rosticceria. La vittima era davanti a un circolo ricreativo. Bimbo colpito di striscio a un piede

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Una giornata di fuoco a Lamezia Terme. Alle 15 tre colpi di pistola sono stati sparati contro l’auto del titolare di una rosticceria di via dei Bizantini. Un’ora e mezza dopo, a circa 300 metri dalla rosticceria, un operaio edile cassaintegrato, incensurato, Pasquale Saladino, 58 anni, si trovava sul marciapiede davanti a un circolo ricreativo nella stessa via (quartiere Capizzaglie), quando una persona a bordo di uno scooter gli si è avvicinata sparandogli contro 10 colpi di pistola calibro nove, colpendolo non in parti vitali ma alle gambe, ai piedi, ad un braccio e ad un fianco. Ma poteva andare peggio visto che un proiettile ha ferito di striscio alla pianta del piede sinistro, anche un bambino di 14 anni che in quel momento si trovava al videogiochi all’interno del circolo ricreativo e che per fortuna non ha riportato altre conseguenze mentre l’operaio, che aveva perso molto sangue, veniva portato in ambulanza all’ospedale di Lamezia dove nella serata di ieri veniva sottoposto a intervento chirurgico.
In ogni caso, i due episodi - secondo gli investigatori della polizia di Stato di Lamezia Terme - non dovrebbero essere collegati fra loro. E probabilmente chi ha sparato contro l’operaio non avrebbe avuto intenzione di ucciderlo.
«Il livello criminale in città è diventato assolutamente intollerabile», ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Lamezia, Salvatore Vitello. «In un solo giorno – aggiunge – ci sono state tre auto incendiate, l’esplosione di colpi di pistola contro una saracinesca, una rapina in un’abitazione ed un tentato omicidio con il ferimento di un ragazzino».
«Da parte nostra – rimarca il procuratore – non arretreremo di un millimetro e cercheremo di profondere tutte le nostre energie per fronteggiare questo grave riflusso criminale. Vivere in queste condizioni è davvero difficile. Il ripetersi di fatti di violenza di tipo omicidiario, tra l’altro, fa pensare alla formazione di gang criminali che agiscono nell’ambito dei gruppi di criminalità organizzata, acquisendo anche una relativa autonomia».

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