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Droga. operazione "Cerbero" nel Vibonese
in manette anche un dipendente Inpdap

Basilicata

Nell’ambito della stessa inchiesta sono state eseguite anche 17 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati residenti a Milano, Pavia, Roma, Napoli e Teramo

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I carabinieri hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare per traffico illecito di sostanze stupefacenti, nei confronti di altrettante persone residenti nella Provincia di Vibo Valentia, in particolare Tropea e Ricadi. L'operazione dei carabinieri del reparto operativo della Compagnia di Tropea è scattata a seguito di alcune indagini avviate tra il dicembre 2009 e l’estate 2011. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso quella Procura della Repubblica, con l’arresto di 5 persone, i domiciliari di una e l’imposizione di obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria e di dimora, nei confronti di altri tre soggetti.
In concomitanza con gli arresti, sono state eseguite in tutto il territorio nazionale (Milano, Pavia, Roma, Napoli e Teramo) 17 decreti di perquisizioni con notifiche di informazioni di garanzia disposti dalla stessa Procura Distrettuale Antimafia a carico di altrettante persone risultate a vario titolo responsabili di produzione o traffico illecito di sostanze stupefacenti.

PER SFUGGIRE AI CARABINIERI SI LANCIA DAL BALCONE
Una delle persone coivolte nell’operazione della Dda di Catanzaro che ha sgominato un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga, Nicola Zangone, 24 anni, ha tentato di sfuggire all’arresto lanciandosi dal balcone di casa. Nella caduta si è procurato un trauma alle caviglie. Il giovane, all’arrivo dei carabinieri che gli dovevano notificare l’ordinanza di custodia cautelare, è balzato dal letto e si è diretto nel balcone della sua abitazione posta al primo piano per lanciarsi dall’altezza di tre metri e tentare così di darsi alla macchia. La caduta, però, è stata un pò rovinosa e per Zangone, soccorso dai carabinieri che erano andati ad arrestarlo, si è reso necessario il trasporto in ospedale per accertamenti. Le condizioni del giovane, che ha riportato un trauma alle caviglie, non sono gravi.

I PARTICOLARI DELL'OPERAZIONE "CERBERO"
Rifornivano di cocaina anche i turisti della costa degli Dei, la zona tra Briatico a Capo Vaticano, i componenti del gruppo criminale sgominato dai carabinieri di Tropea questa mattina. I componenti della banda erano riusciti
attraverso la connivenza di animatori turistici e insospettabili professionisti, tra i quali anche un dipendente dell’Inpdap di Vibo Valentia, a monopolizzare il mercato della cocaina. L’indagine – i cui dettagli sono stati illustrati a Vibo Valentia dal procuratore distrettuale Vincenzo Lombardo – ha permesso di svelare il ruolo del Clan degli «Ncinci» (soprannome con il quale si indicano gli Accorinti). Le indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro hanno preso avvio nell’autunno 2009 dopo un’escalation di intimidazioni rivolte ad un commerciante di Santa Domenica di Ricadi che aveva denunciato e fatto condannare i suoi taglieggiatori. E proprio in occasione di un tentativo di danneggiamento ai danni del commerciante, una pattuglia dei carabinieri di Tropea aveva intercettato un’autovettura con a bordo tre persone che dai primi accertamenti corrispondevano per il tipo di auto utilizzata, per corporatura ed abbigliamento, ai presunti autori dell’atto criminoso. In seguito, grazie a intercettazioni ambientali e video, è emersa l’appartenenza dei tre all’'organizzazione che gestiva il traffico di cocaina nella zona della Costa degli Dei e su cui è stata fatta luce. Nel corso delle indagini è stato sequestrato un ingente quantitativo di cocaina, un’arma e munizioni.

LE PERSONE COINVOLTE
Nell’operazione denominata «Cerbero», gli arrestati sono Pasquale Accorinti, di 42 anni; Giuseppe Accorinti di 30 anni, Francesco De Benedetto (26), Giuseppe Marchese (25), Nicola Zangone(24), feritosi in un tentativo di fuga. Per Enrico Agos Tropeano, di 53 anni, uno degli insospettabili, è stato posto ai domiciliari. L’obbligo della firma è stato imposto a D.P., S.T. e F.R., entrambi di 25 anni.

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