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Crac Hdc, Angelo Tosto
condannato a tre anni

Basilicata

Il crac della Hdc di Luigi Crespi: 3 anni per l’imprenditore e politico della città dei Sassi. Mano pesante del Tribunale di Milano per la bancarotta da 40 milioni del 2004

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SETTE anni di carcere per bancarotta a Luigi Crespi, ex patron della fallita Hdc. Tre anche per il Angelo Raffaele Tosto (in foto), vecchio socio e perdipiù amico, tanto che soltanto l’anno scorso durante il ballottaggio per la poltrona di sindaco di Matera, l’uomo che inventò il “contratto con gli italiani” (quello firmato da Silvio Berlusconi negli studi di Porta a Porta durante la campagna elettorale del 2001), non gli aveva negato pubblicamente il suo sostegno. Ma a Berlusconi sarebbe andata sempre meglio. È la decisione del Tribunale di Milano, dove si è chiuso ieri pomeriggio il processo di primo grado per il crac della creatura di Crespi. Dall’accusa di favoreggiamento sono stati assolti il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il parlamentare del Pdl e vice presidente vicario di Mediolanum Alfredo Messina come l’ex amministratore delegato di Bpi Gianpiero Fiorani, l’ex ad di Efibanca Enrico Fagioli e l’ex componente del consiglio di amministrazione di Hdc Alberto Tagliabue. Tra i condannati oltre a Tosto anche altri ex componenti del cda, Ambrogio Crespi (4 anni) Natascia Turato(4 anni e mezzo) e Andrea Federico Marini (5 anni), l’ex general advisor di Hdc Giuseppe Rochira (5 anni e mezzo) e l’ex amministratore di Hdc, già consulente dell’ex ministro Giulio Tremonti Renzo massimo Mingolla (3 anni e 3 mesi). Come pena accessoria sono stati tutti dichiarati «inabili all’esercizio delle imprese commerciali e incapaci di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni». Il Tribunale ha anche accolto la richiesta di patteggiamento avanzata da Valerio Bello, ex amministratore per qualche mese della holding a 2 anni di reclusione (pena sospesa) e ha disposto la liquidazione di una serie di provvisionali a carico dei vari imputati condannati per un totale di 5,5 milioni di euro: ad Hdc Spa (3,5 mln), ad Hdc ricerche (600 mila euro), a Cirm Market Research (300 mila euro) e ad Hdc multimedia (800 mila euro). Crespi, oggi “spin doctor” del sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha annunciato che ricorrerà in appello per difendere la sua «buona fede» e ha commentato: «Sono stato condannato a 7 anni per il crac. L’ammontare della pena mi sorprende perchè la considero non coerente con la censura delle mie responsabilità, ammesse fin dal primo momento». E poi ha aggiunto: «Nella vita è giusto che chi sbaglia paghi. Quello che mi ferisce è l’assoluzione dei protagonisti bancari e finanziari, anche soci di Hdc, la cui responsabilità è stata correttamente indagata dai pubblici ministeri». «Questo aspetto della sentenza – ha concluso – mi delude come imputato e mi preoccupa come cittadino in quanto fa emergere l’arretratezza delle leggi e dell’ordinamento giudiziario. Nel guardare a questa vicenda ho l’impressione che quasi non mi riguardi e che appartenga a un’altra vita». Questa mattina, dopo la lettura del dispositivo, molti i legali che, tra una stretta di mano e l’altra, hanno manifestato soddisfazione per il verdetto, come Nadia Germanà, legale di parte civile per conto di Hdc spa, che ha affermato: «Siamo soddisfatti della provvisionale che, aggiunta alle altre transazioni raggiunte grazie all’indagine della Procura, hanno consentito di ridurre in modo considerevole il passivo a favore dei creditori». Restano dunque due gradi di giudizio, ma non è improbabile che prima che si arrivi a una sentenza definitiva intervenga la prescrizione, poichè i fatti risalgono al 2004. Proprio all’epoca, quando i bilanci di Hdc erano già finiti in Tribunale, Tosto ha rilevato il restante 51% di Datacontact, il call center di palazzo del Casale, che continua ad operare impiegando quasi 1.500 persone.

Leo Amato

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