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La crisi della giunta regionale.
I retroscena dell'incontro tra Speranza e Restaino

Basilicata

Si avvicina la “scadenza” della tregua prima del De Filippo bis ma non c’è il sereno. Manca il lieto fine tra Restaino e Speranza: i due rimangono sulle proprie posizioni

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POTENZA - «Fammi sapere quando avrai deciso». Dice uno. Che poi è Speranza. Ma l’altro, e cioè Restaino ribatte immediatamente: «No. Decidete e fatemi sapere voi. Io sto qua».
E’ stato questo, più o meno, secondo le ricostruzioni apprese da autorevoli fonti, il finale senza baci e abbracci dell’incontro faccia a faccia che si è svolto tra il segretario regionale del Partito democratico di Basilicata, Roberto Speranza e l’assessore regionale alle Attività produttive, sempre del Pd, Erminio Restaino.
Insomma se qualcuno sperava che i due potessero “riappacificarsi” e mettere una pietra sopra alla “sfida” interna al Pd che li vede coinvolti non c’è da star allegri.
L’incontro in ogni caso c’è stato. E i due si sono parlati. Secondo le indiscrezioni non sarebbe stato però un incontro “fiume”. Anzi.
Ma che i due volessero vedersi (soprattutto dopo il rinvio dell’appuntamento di lunedì a Melfi) era chiaro. A quanto pare però, non ci sono state pacche sulle spalle. Tutt’altro.
La questione però, al di là delle critiche e delle parole durissime che Restaino ha affidato alla lettera inviata sabato al “suo” segretario, è scivolata su questioni più strettamente politiche.
In pratica, le fonti, raccontano di uno Speranza che avrebbe affrontato Restaino chiedendogli se avesse deciso di fare “opposizione” all’interno del Pd lucano. Sibillina sarebbe stata la risposta dell’assessore che lamentando da parte sua una serie di attacchi nei proprio confronti da parte della dirigenza democratica lucana avrebbe risposto con una domanda. In pratica l’assessore avrebbe chiesto di conoscere le decisioni che la segreteria del Pd avrebbe assunto per il De Filippo bis. In buona sostanza la questione è sempre legata all’assessorato. Restaino chiede il conto di un’eventuale sua sostituzione. Speranza invece, chiede lumi sulle dichiarazioni violentissime che lo stesso Restaino ha primo detto in pubblico durante la Direzione del Pd del 7 novembre scorso e poi rilanciato con la lettera di sabato.
Ovvio che la questione era e rimane scottante. La sensazione è che Erminio Restaino voglia lo scontro e non si fermerà. Anche se il deputato della stessa corrente politica, Salvatore Margiotta ha una posizione molto più morbida e difficilmente si farà trascinare in una faida di correnti.
In tutto questo le “scadenze” sono prossime sia per l’approvazione della Finanziaria regionale che per il successivo rimpasto di giunta dal quale usciranno sentenze non più rinviabili.

Salvatore Santoro

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