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Ex Daramic, la bonifica è ferma.
Restaino convoca l'ad di Step One

Basilicata

L’assessore Restaino convoca l’amministratore delegato di Step One “sparito” insieme ai soldi. Il Pd di Tito chiede subito un piano per le questioni ambientali

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POTENZA - L’assessore alle Attività produttive, Erminio Restaino, ha convocato per la giornata di domani in Regione Davide Longa, l’amministratore delegato di Step One, ovvero la società che ha rilevato lo stabilimento ex Daramic di Tito Scalo. Un segnale importante che si attende dall’imprenditore che da tempo non si presenta agli incontri convocati dal prefetto di Potenza e dalla Confindustria di Basilicata. La sensazione è che Longa, che nel frattempo è stato denunciato dalla sua socia, non si farà vivo neanche questa volta. Il che sarebbe l’ennesima sconfitta per i lavoratori che non più di un mese fa sono venuti a conoscenza della terribile notizia: la società non ha più i soldi che dovevano essere destinati al pagamento degli incentivi riconosciuti agli ex operai della multinazionale americana che dal 2008 è andata via dalla Basilicata. I soldi sarebbe stati spesi diversamente. Utilizzati per altro. Gli ammortizzatori sociali sono ormai in scadenza e questo significa che presto i dipendnetie x Daramic si potrebbero trovare senza nessuna fonte di reddito. E nei giorni scorsi il circolo del PD di Tito è tornato a sottolineare la gravità della situazione in cui si trovano il lavoratori «vittime di una politica industriale scorretta a danno non solo dei lavoratori ma anche dell'ambiente». E, infatti, uno die problemi che il Pd di Tito è tornato a ribadire è quello relativo alla bonifica. Il fatto che la Step One non abbia più soldi per pagare i dipendneti fa presumere che siano state spese diversamente anche le risorse destinate al ripristino delle condizioni ambinetali del sito di Tito Scalo dovanni fa, Darami provocò un grave inquinamento per lo sversamento di grosse quantità di trielina nelle acque e nei terreni. Nel frattempo la bonifica è ferma già da qualche settimana. «Non è più possibile - si legge nella nota del Pd - lasciarsi impressionare da negative posizioni ideologiche, ma occorre affrontare la situazione in maniere realistica affinché la tecnologia contemporanea garantisca la massima sicurezza sotto il profilo ambientale. Inoltre l'ambiente va tutelato meglio anche sotto il profilo normativo attraverso l'introduzione di norme specifiche che puniscano i reato contro di esso. Allo stesso modo va rafforzato il sistema di controlli nella gestione dei finanziamenti per la realizzazione della bonifica ambientale garantendone autorevolezza e indipendenza». Pertanto il circolo del PD di Tito chiede al Comune e a tutte le istituzioni locali di avviare, senza indugio e con la massima urgenza, ogni procedura per realizzare definitivamente il piano di bonifica ambientale della zona industriale di Tito Scalo e se è necessario procedere a una sua rimodulazione al fine di raggiungere questi prioritari obiettivi sia per i cittadini sia per l'ambiente che per i lavoratori.

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