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Gioia Tauro. Portuali, orrore su facebook

Basilicata

Foto di proiettili e della vittima delle Br Guido Rossa con frasi contro la Cgil. Degenera lo scontro sulla vertenza di Gioia Tauro. E Genco invoca l’intervento della magistratura

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Una polemica degenerata quella tra il Sul, il sindacato dei lavoratori a cui aderisce il Coordinamento dei Portuali di Gioia Tauro e la Cgil. Ieri sul social network Facebook, nel gruppo “Salviamo il porto di Gioia Tauro” al quale aderiscono quasi cinque mila utenti, è apparsa la foto del sindacalista della Cgil Guido Rossa ucciso dalla Br. Agghiacciante il commento aggiunto a firma Rocco Talianu: “Guido Rossa, sindacalista e delatore della Cgil , qui fotografato nella sua posa migliore....Speriamo non sia l'unico....”.
Subito è arrivata la replica del segretario regionale della Cgil, Sergio Genco: è un «atto vigliacco di stampo ‘ndranghetista-terrorista, rivolto alla Cgil della Piana di Gioia Tauro». Un gesto afferma Genco che «non ci può intimidire». E non è stato nemmeno un gesto isolato.
Sempre su Facebook è apparsa un’altra foto raffigurante delle pallottole e commentata con una frase inserita sempre da tale Rocco Talianu: “Spero con tutto il cuore, che chi decide con leggerezza sul nostro futuro riceva in corpo questi doni....Merde!!!”. Frase che il dirigente Sul Mimmo Macrì ha cosi commentato: “Qualcuno li appenda dai piedi a testa in giù'ste merde!!!!”.
E contro Macrì si leva l’indignazione di Sergio Genco: «E’ un atto indegno nei confronti della Camera del Lavoro gioiese e della Cgil tutta. Rappresenta una vera e propria intimidazione di stampo ‘ndranghetista e terrorista che, attraverso l’utilizzazione di immagini inquietanti come un caricatore di proiettili e il corpo del sindacalista Cgil Guido Rossa, trucidato dalle brigate rosse, seguite da parole farneticanti, lanciano una minaccia a tutti coloro che dell’azione sindacale hanno fatto una scelta di vita per la difesa della condizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Tale atto vigliacco non può passare sotto silenzio».
La Cgil tutta - ha aggiunto Genco - «non si lascerà intimidire da nessuno e continuerà con rinnovata forza, con il coinvolgimento delle forze sociali, politiche, istituzionali e dei lavoratori, ad esprimere le proprie posizioni a garanzia degli interessi generali di sviluppo del porto di Gioia Tauro e di rappresentanza e tutela dei lavoratori». Poi l’affondo finale che certamente avrà strascichi non indifferenti: «Chiediamo alla magistratura competente di non sottovalutare quanto è accaduto e richiamiamo lo stesso Sul ad intervenire per allontanare quanti, con i loro gesti e le loro parole, offendono tutto il mondo del sindacalismo democratico e libero».
Mimmo Macrì dirigente del Coordinamento dei Portuali ha così commentato il giudizio di Genco: «Ritengo deprecabile la pubblicazione della foto e del commento su Guido Rossa. Relativamente al mio commento, voglio ribadire che non era diretto a nessuno in particolare. So che il clima che si respira in porto è molto teso. Siamo intervenuti a calmare gli animi di tutti quei lavoratori che si sono sentiti esclusi dalle assemblee perché non iscritti ai sindacati confederali. Questo però, non giustifica atti deplorevoli come quelli che sono accaduti su facebook e che noi come lavoratori e come coordinamento condanniamo fortemente». Da parte del Sul è arrivata in serata una nota nella quale «pur condannando i toni forti» si contesta la Cgil: «Sembra che qualcuno soffra di sindrome di accerchiamento».

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