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Ticket: 13mila firme per dire no

Basilicata

La petizione popolare consegnata al presidente del Consiglio Vincenzo Folino.
«Rimodularli in base al reddito, insoddisfacente dialogo con Martorano»

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POTENZA - Le oltre 13.000 firme raccolte con la petizione popolare a sostegno della richiesta di ritiro della deliberazione di giunta regionale sull'introduzione dei ticket sulla specialistica ambulatoriale, petizione promossa dal comitato di crisi delle strutture sanitarie lucane, con l'adesione di Fenasp, Federlab e Sanità Futura, sono state consegnate ieri al presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino. La delegazione del comitato era composta da Giuseppe Demarzio e Michele Cataldi (Sanità Futura) Antonia Losacco (Fenasp) e Antonio Mussuto (Federlab). Nell'incontro è stata fatta una cronistoria dell'iniziativa avviata da un mese e mezzo circa ed è stato ribadito l'obiettivo di rimodulare il sistema dei ticket sulla base del reddito di ciascun nucleo familiare per evitare che il provvedimento della giunta regionale continui a produrre serie conseguenze ai cittadini, sino a scoraggiarli al ricorso di cure e di prestazioni (come è purtroppo accaduto negli ultimi mesi), e sulle piccole strutture della sanità privata che hanno subito riduzioni di prestazioni in aggiunta all'abbattimento dei tetti di fatturato-prestazioni decisi di recente dal dipartimento salute. «Con la petizione - hanno sottolineato i rappresentanti del Comitato - abbiamo dimostrato nei fatti che non siamo una “lobby” come qualcuno ha voluto descriverci quanto piuttosto i difensori di interessi più ampi e generali perché crediamo fermamente in un modello di sanità misto e quindi di stretta ed efficace interazione pubblico-privato. Purtroppo il sistema lucano dei ticket che è uguale a quello lombardo e piemontese, a differenza invece dell'equità che ha ispirato le Regioni Toscana, Emilia Romagna, Umbria, per citare quelle più rappresentative, è il più caro d'Italia». Gli esponenti del comitato hanno quindi ringraziato il presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino per aver accettato il confronto denunciando invece un «difetto di dialogo» con il governo regionale e nello specifico con l'assessore alla Salute Martorano che «non è andato al di là di un incontro di parvenza formale». E’ stato inoltre chiesto a Folino, in qualità di garante della legislazione regionale, di favorire l'adeguamento della legislazione in materia sanitaria, per renderla più snella ed efficace, superando non poche difficoltà di interpretazioni e quindi di norme attuative. Sono state infine annunciate altre iniziative a partire dalla costituzione di un Forum permanente della sanità per un ulteriore contributo di proposte e progetti sui temi della riduzione degli sprechi e del miglioramento dei servizi. Da parte del presidente del consiglio regionale è venuto l'impegno a rafforzare ogni occasione di dialogo per affermare la ragionevolezza e realizzare momenti di partecipazione democratica di cittadini come di organizzazioni sociali alle scelte amministrative e politiche della Regione. «E’ positivo - ha affermato Folino - che organizzazioni di categoria esprimano il proprio punto di vista con il consenso dei cittadini-utenti. L'obiettivo centrale deve essere quello di conservare strutture e servizi, nonostante i tagli di spesa, nell'interesse della salute pubblica e dell'imprenditoria di settore che tra l'altro dà lavoro ad alcune centinaia di lucani».

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