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Il COMMENTO
Sisma e prevenzione: ecco che cosa abbiamo fatto

Basilicata

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di FRANCO TORCHIA*
Caro direttore, lo spazio sempre più ampio che il suo quotidiano riserva al problema dei rischi ambientali a cui è sottoposta la nostra regione è un fatto positivo, perché il ruolo dei media per sensibilizzare la popolazione sui vari problemi è molto importante. Le riflessioni da parte di esperti del settore, ultima l’importante analisi di Mario Pileggi sullo sciame sismico, pubblicata ieri, che descrivono in maniera dettagliata il contesto calabrese sono di grande interesse e contribuiscono notevolmente a far comprendere i fenomeni. Contemporaneamente, occorre anche informare i propri lettori sulle iniziative poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e per la messa in sicurezza del territorio. Questo è doveroso, perché bisogna informare i cittadini di quanto la Protezione civile calabrese sta facendo, in particolare negli ultimi mesi, sulle problematiche legate al rischio sismico e per la loro sicurezza. Intanto, così come è stato scritto negli scorsi mesi, nella regione Calabria si è svolta una intensa attività di pianificazione sul rischio sismico, voluta dal dipartimento nazionale della Protezione civile che si è conclusa con una grande esercitazione a fine novembre, preceduta da una prova generale di evacuazione delle scuole che ha coinvolto oltre il 70% degli istituti scolastici regionali. Ovviamente, in questa pianificazione, non potevano non coinvolgere i sindaci in quanto vere autorità locali di Protezione civile con le responsabilità che ne derivano in caso di emergenza. Ma molto spesso, come sempre accade, si preferisce rifuggire dai pensieri catastrofici per occuparsi di altri problemi quotidiani. Questo purtroppo le istituzioni non possono farlo. Ne sanno qualcosa i sindaci dell’area del Pollino, i quali, in seguito allo sciame sismico ancora in corso, sono stati fortemente richiamati alle loro responsabilità dall’allarme, che ha suscitato enormi preoccupazioni tra i cittadini, per le scosse più o meno sensibili che da circa un anno stanno interessando quella zona. D’intesa con il dipartimento nazionale, la Protezione civile regionale ha avviato immediatamente delle iniziative non strutturali di prevenzione su quei territori, con l’impiego di personale tecnico regionale della struttura di Catanzaro e dell’Unità Operativa Regionale n°6 di Cosenza e della Protezione civile. Successivamente, insieme al prefetto di Cosenza, dottor Raffaele Cannizzaro, abbiamo incontrato i sindaci dei Comuni afferenti ai Centri Operativi Misti di Castrovillari, Trebisacce e Scalea della provincia di Cosenza a cui è stata estesa l’attività di pianificazione speditiva d’emergenza. Nel corso degli incontri svolti è stata richiamata l’attenzione degli stessi Comuni sulla necessità di aggiornare i piani comunali di emergenza, ove già redatti, individuando e verificando - con priorità – l’idoneità delle aree di attesa (o di quartiere) per il riparo della popolazione e delle vie di fuga per il loro raggiungimento in sicurezza, tenendo conto della vulnerabilità dei contesti urbani limitrofi. È stato, inoltre, richiesto ai Comuni di individuare con urgenza aree attrezzabili per il ricovero della popolazione e per l’ammassamento di soccorsi e soccorritori. Tuttavia, è già in corso, a cura dei tecnici regionali della Protezione civile, una campagna di sopralluoghi e verifiche speditive presso gli edifici strategici pubblici e in particolar modo presso le scuole di ogni ordine e grado L’attività di prevenzione in corso riguarderà un bacino complessivo di ben 41 Comuni e una popolazione di circa 130.000 abitanti a cui si aggiungeranno i Comuni interessati dalla più recente fenomenologia sismica verificatasi in corrispondenza del comprensorio della Valle del Crati, in prossimità di Cosenza, estendendo così l’attività in itinere anche ai Comuni ricadenti nei dieci Km dal capoluogo e cioè Rende, Montalto Uffugo, San Vincenzo La Costa, San Fili, Marano Marchesato, Marano Principato, Cerisano, Castrolibero, Lattarico e San Benedetto Ullano. Nei Comuni ove, al contrario, non esiste alcuna pianificazione, si procederà, a cura di squadre miste composte da personale tecnico della Regione, della Provincia, tecnici ingegneri dell’ordine provinciale degli ingeneri della provincia di Cosenza e tecnici dell’Università degli Studi della Calabria (Sismilab), a mettere in campo specifiche pianificazioni speditive d’emergenza. Proseguirà, inoltre, partendo proprio dai Comuni del Pollino, la campagna nazionale sulla riduzione del rischio sismico denominata Progetto “Terremoto: io non rischio”. Nel corso dell’attività, che sarà svolta prioritariamente nei Comuni più prossimi all’area epicentrale, saranno distribuiti alla popolazione interessata opuscoli informativi sul rischio sismico. Mantenendo sempre viva l’attenzione su tale fenomenologia sismica, nei prossimi giorni, saranno svolte specifiche attività sui territori interessati, secondo un programma qui sintetizzato: il 27 dicembre incontro con i sindaci dei Comuni afferenti al Com n°3 di Castrovillari per verifica dell’attività di pianificazione svolta; nel corso dell’incontro, a cui parteciperanno anche i responsabili degli uffici tecnici e dei comandi di polizia municipale, sarà svolta specifica attività formativa per i tecnici finalizzata alla verifica di affidabilità degli edifici, all’identificazione di incipienti condizioni di collasso e alla definizione di interventi di messa in sicurezza di fabbricati, al fine di garantire la fruibilità di edifici, spazi e vie di esodo in sicurezza. Il 28 dicembre 2011 si espleteranno sopralluoghi tecnici ricognitivi in situ con riferimento agli edifici strategici, alle aree di protezione civile e alle vie di fuga nel Comune di Laino Castello. Lo stesso avverrà in altri Comuni: il 29 nel Comune di Laino Borgo; il 30 nel Comune di Mormanno. Il 3 gennaio 2012 incontro con i sindaci dei Comuni ricadenti nei dieci chilometri da Cosenza nella Valle del Crati per l’avvio e la verifica dell’attività di pianificazione di emergenza comunale; il 4 gennaio 2012 incontro con i sindaci dei Comuni afferenti al Com n°4 di Scalea per verifica dell’attività di pianificazione svolta; il 5 gennaio 2012 incontro con i sindaci dei Comuni afferenti al Com n°2 di Trebisacce. Una volta terminata tale fase, più propriamente tecnica, sarà redatto, sempre dalla Protezione civile regionale, un nuovo calendario di appuntamenti sul territorio che prevederà lo svolgimento di incontri faccia a faccia con la popolazione riguardanti l’informazione globale sul rischio sismico e sui comportamenti corretti da adottare durante e dopo un evento sismico significativo. Si ritiene ancora una volta utile precisare che l’attività appena descritta sarà svolta come logica prosecuzione di quella già intrapresa e relativa alla pianificazione regionale per il rischio sismico Calabria 2011, dopo il test esercitativo regionale di protezione civile svolto nelle giornate del 25, 26 e 27 novembre 2011, all’insegna della dovuta informazione dei cittadini verso i rischi naturali, e più in particolare verso quello sismico, nella consapevolezza di dover convivere con esso su un territorio particolarmente pericoloso e vulnerabile. La Regione Calabria vuole portare avanti, in tal modo, un’azione di sensibilizzazione e di crescita della coscienza sismica di massa, indispensabile per attuare una efficace e preventiva azione di protezione civile. Ho volutamente descritto tutte queste iniziative per far comprendere ai cittadini che le istituzioni stanno lavorando per mitigare i danni che potrebbero derivare da eventi catastrofici come quelli che la storia ci ricorda.

*sottosegretario della Regione Calabria
con delega alla Protezione civile

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