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Province calabresi in campo
per dire "No alla soppressione"

Basilicata

Indetta una riunione unitaria dei cinque consigli provinciali calabresi per dire no alla soppressione delle Province

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I cinque presidenti dei Consigli provinciali di Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, Cosenza e Vibo Valentia, hanno deciso questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Catanzaro di convocare una riunione unitaria contro la soppressione degli enti. La seduta si terrà il 23 gennaio prossimo, alle 10, nel Centro agroalimentare di Lamezia Terme. Una posizione unitaria e forte per dire no alla manovra economica che sancisce la fine dell’istituzione amministrativa con il completamento del mandato in corso.
Alla conferenza stampa erano presenti il presidente della Provincia di Catanzaro e presidente Upi Calabria, Wanda Ferro (in foto), e i presidenti dei Consigli provinciali, Peppino Ruberto (Catanzaro), Benedetto Proto (Crotone), Orlandino Greco (Cosenza), Antonio Eroi (Reggio Calabria) e Giuseppe Barilaro (Vibo Valentia). Per il presidente Ferro, «è necessario trasferire il messaggio che non ci sono enti utili e inutili, ma enti a disposizione dei cittadini a cui danno risposte quotidiane. La politica deve riprendere in mano la questione perchè si è voluto trovare un capro espiatorio. La vera scommessa – ha aggiunto – è portare avanti il concreto passaggio delle deleghe, perchè le Province hanno dimostrato di avere affrontato bene anche le emergenze come quelle alluvionali. Al presidente Napolitano – ha spiegato Ferro - chiediamo che quella difesa che ha fatto fino a poco tempo fa possa continuare anche adesso con un governo tecnico». Temi ripresi da Ruberto, secondo il quale «la scelta del Governo è una mortificazione anche per i dipendenti che quotidianamente svolgono il loro dovere, ci auguriamo che i nostri parlamentari possano esprimersi su questa condizione».
Per Benedetto Proto, «c'è la ferma contrarietà ad un provvedimento inutile rispetto all’obiettivo principale che è quello della riduzione dei costi. Si mette mano ad un anello costituzionale in maniera non organica, mentre servono riforme organiche delle istituzioni, partendo dall’alto e stabilendo chi deve fare che cosa». Orlandino Greco ha ribadito «la battaglia civile, politica e amministrativa che non ci vede in campo – ha detto – a difesa di posizioni personali consolidate, visto che arriviamo a fine mandato. La manovra è un’offesa alle istituzioni che rappresentiamo. Chiederò che si possa aprire una nuova discussione in Parlamento, perchè la politica deve assumersi la responsabilità e non procedere con questa che è stata una vera e propria imboscata».
Antonio Eroi ha sottolineato i rischi che potrebbero derivare dalla soppressione delle Province, spiegando come sia necessario «coinvolgere i sindacati che ci devono dire che intenzioni hanno. Questa è una legge che non ha fondamento – ha aggiunto – e non ha rappresentatività». Concorde anche Giuseppe Barilaro, secondo il quale «il 23 gennaio partirà dalla Calabria un messaggio forte, che troverà maggiore legittimazione nel Consiglio provinciale che ogni ente terrà il 31 gennaio». Alla conferenza stampa ha partecipato anche Emilio Verrengia, segretario nazionale aggiunto dell’Aiccre e vice presidente del Consiglio provinciale di Catanzaro che si è soffermato sull'impegno dell’associazione che porrà il tema a livello europeo, sostenendo che «questa soppressione è la mortificazione della democrazia».
Nel trarre le conclusioni, Wanda Ferro ha invitato al Consiglio unitario del 23 gennaio, le associazioni di categoria, i sindacati, le forze politiche e sociali, i parlamentari, oltre al governatore Giuseppe Scopelliti e al presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, con la Regione impegnata nel proporre ricorso alla Corte costituzionale contro la soppressione degli enti intermedi.

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