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Paola: statua di San Francesco
sparita, spunta un testimone

Basilicata

Restano vane le ricerche a Paola: parte un messaggio all’equipaggio che può aver causato lo sradicamento. «Basta un cenno anonimo, ma fateci sapere dove l’avete lasciata cadere»

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Una persona avrebbe visto un camion con a bordo una statua di San Francesco di Paola. Il riferimento è alla scomparsa del manufatto bronzeo che dal 2007 era posto a 23 metri di profondità, nel mare davanti al litorale della cittadina tirrenica che ha dato i natali al santo. La statua sarebbe sparita il 30 dicembre, giorno in cui si era notata la scomparsa della boa che la segnalava. Ma per il mare grosso, i sommozzatori si sono potuti immergere solo due giorni dopo. E hanno constatato che la statua non c'era più. Ai vigili urbani di Paola si sarebbe presentata una donna, il cui nome non è stato rivelato, che avrebbe dichiarato di aver visto un camion che trasportava una statua del Santo in direzione San Lucido.

IERI, ALTRA GIORNATA DI RICERCHE
E ieri intanto è stata un’altra giornata di ricerche purtroppo andate a vuoto perchè, segnalazioni a parte, della statua di San Francesco degli Abissi, sparita dal fondale presumibilmente a fine dicembre, non si ha ancora alcuna traccia. Il Gruppo Subacqueo paolano, insieme alla Capitaneria di Porto e ad alcune barche di privati, hanno nuovamente scandagliato il tratto di mare ma senza alcun esito. La scultura in bronzo è sparita nel nulla insieme al suo grosso piedistallo. Il peso complessivo di entrambi è di tre tonnellate e mezzo.
L’opera ultimata nel 2007 dal maestro Michele Zappino, in occasione del quinto centenario della morte di San Francesco, era stata impiantata il 25 novembre dello stesso anno ad un chilometro dalla foce del torrente Isca, che in montagna lambisce il santuario paolano. Si trovava ad una profondità di 29 metri, dove non è possibile pescare a strascico.
Il messaggio del presidente del centro subacqueo paolano, Piero Greco, impegnato in prima linea nell’attività di ricerca: «Certamente la statua, una volta accortisi che veniva trascinata dalla rete, è stata lasciata a mare chissà dove. Che i responsabili ci inviino perlomeno le coordinate del punto, anche in maniera anonima – ha concluso Greco – per consentire di recarci sul luogo dell’abbandono a colpo sicuro».
La Guardia costiera sta accuratamente vagliando le segnalazioni giunte dalle grosse imbarcazioni, che hanno obbligo di trasmettere le proprie coordinate alla capitaneria ogni due ore.

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