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Minacce al sindaco di San Giovanni
in Fiore, rafforzati i controlli

Basilicata

Il caso arriva in Antimafia ma Antonio Barile non si lascia spaventare e dichiara: «vado avanti»

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E' stato rafforzato il dispositivo di controllo del territorio del comune di San Giovanni in Fiore (Cs) a seguito delle intimidazioni ai danni del primo cittadino, Antonio Barile. La decisione è stata presa dal prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, al termine di una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia che si è svolta stamani alla quale ha partecipato lo stesso Barile.
Nel corso dell’incontro sono stati valutati gli atti intimidatori compiuti nei confronti del sindaco, anche in riferimento alla sua sicurezza personale. Barile, rieletto sindaco con il Pdl nel maggio del 2011 dopo che la sua prima esperienza da primo cittadino si era conclusa per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali eletti nella tornata amministrativa del 2010, nei mesi scorsi ha ricevuto una serie di telefonate anonime di minacce. Quindi ha subito il taglio degli pneumatici della sua auto e, nei giorni scorsi, l’allentamento dei bulloni delle ruote della vettura.
Ieri l'ultimo atto intimidatorio: stati tagliati gli alberi che costeggiano l'anfiteatro comunale nei pressi dell'Abbazia Florense, mentre sul muro di fronte è stata scritta la frase “ Sindaco Barile sei una m.”.
Barile ha provato a dare interpretazioni su cosa può avere scatenato questa scia di intimidazioni nei suoi confronti. Prima di tutto il taglio di alcuni servizi che dall'esterno venivano forniti da ditte con un risparmio notevole delle casse del comune, che già in questo primo scorcio di amministrazione avrebbero assicurato un incasso di parecchie migliaia di euro. Poi, la ristrutturazione degli uffici comunali. E ancora, alcune delibere che le precedenti amministrazioni avrebbero adottato e che sarebbero al vaglio della magistratura. Senza dimenticare la faccenda dei circa 400 precari della Sial e delle Cooperative, che non vengono pagati da tre mesi e che vedono il loro futuro alquanto incerto. Per non parlare di tutta la questione ospedale.
Senza alcun dubbio il sindaco Barile ha escluso che gli atti intimidatori siano da collegarsi ai vari schieramenti politici in atto a San Giovanni in Fiore, «perché anche se la dialettica fra i vari schieramenti politici è molto vivace e sentita - ha ribadito martedì in conferenza stampa - nessuno si sognerebbe di arrivare a tali livelli». Sta di fatto che il più grosso centro della Sila sta vivendo un momento molto difficile dal punto di vista sociale ed economico. Lo dimostrano gli atti intimidatori contro il suo primo cittadino, che ha avuto un largo consenso nell'ultima tornata elettorale e per la prima volta ha portato allo scranno più alto dell'amministrazione un sindaco di centro destra, con una larga maggioranza. Gli inquirenti, a indagano a 360 gradi ed anche il prefetto di Cosenza è stato avvisato della situazione. Una cosa è stata ribadita chiaramente dal sindaco Barile: «Noi andremo avanti nella nostra azione rinnovatrice. Costi quel che costi». La serenità, ovviamente, è altra cosa. «Sugli episodi anche nei mesi scorsi, avevo pensato a degli atti vandalici. Non ho paura, lo avevo messo in conto quando ho deciso di fare il sindaco. Non ho paura e vado avanti, ma le abitudini le ho cambiate. La sera non esco più da casa».

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