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Cosenza, esplosione Capital Cafè
E' allarme criminalità

Basilicata

Torna la paura a Cosenza dopo la serie di episodi criminali verificatisi negli ultimi giorni e dopo l'ordigno esploso a via Popilia che ha distrutto un bar

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Dpo il bar fatto esplodere con una bomba, l’assalto armato e l’incendio al camion della società di raccolta rifiuti Ecologia Oggi e la sparizione di Luca Bruni ritenuto esponente di spicco del omonimo clan, a Cosenza cresce l'allarme criminalità e per far fronte a questa situazione di scarsa sicurezza, il prefetto Cannizzaro ha convocato per oggi il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al summit prenderanno parte il questore di Cosenza, Alfredo Anzalone, il comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Ferace, il comandante della Guardia di Finanza provinciale, Giosuè Colella e il comandante del Corpo Forestale di Cosenza, Francesco Curcio.
Alla riunione prenderà parte anche il sindaco della città dei Bruzi, Mario Occhiuto. Sempre questa mattina, un altro vertice operativo, si terrà al Comando provinciale dell’Arma. Probabile la decisione di convogliare maggiori forze investigative per assicurare alla giustizia vecchi e nuovi malavitosi.

L'ESPLOSIONE DEL CAPITAL CAFE'
Erano le 2,30 della notte tra venerdì e sabato quando su via Popilia, un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere all'interno del bar Capital Cafè. La deflagrazione ha distrutto del tutto il locale e danneggiato la lavanderia adiacente. L'intervento dei Vigili del fuoco ha evitato che l'atto intimidatorio di probabile matrice estorsiva, come ritengono gli inquirenti, e l'incendio scaturitone, procurassero una vera e propria carneficina.
Una notte di paura a Cosenza che sembra ripiombata negli anni della guerra di mafia. L'esplosione del bar, infatti, arriva dopo l'assalto e l'incendio all'autocompattatore di Ecologia Oggi, l'incendio di una auto di un ristoratore, i colpi di pistola contro due attività commerciali. Senza contare la scomparsa di uno dei rampolli della famiglia Bruni “Bella-Bella, Luca, del quale non si hanno tracce da giorno 3, e per il quale prende corpo l'ipotesi di lupara bianca.
Tornando alla bomba contro il bar, i malviventi che hanno posizionato l'ordigno, secondo quanto emerso dai rilievi delle forze dell'ordine, si sarebbero introdotti nei locali del bar forzando la serratura di una entrata posteriore. Proprio all’esterno del bar, nella parte posteriore, i carabinieri hanno anche rinvenuto un guanto di plastica e un passamontagna, probabilmente usati da chi ha confezionato la bomba.
L'esplosione ha danneggiato anche l'attività commerciale adiacente, una lavanderia, una autovettura e uno scooter parcheggiati nei pressi del bar. Imposte, vetrate e pezzi di intonaco sono stati sparati a decine di metri di distanza e solo per l'assenza di passanti non si sono registrati feriti.
Le indagini dei carabinieri sono partite dal proprietario del locale, F.P., che ha riferito di non averi subito alcuna minaccia, né alcuna richiesta di pizzo. Nella caserma del Comando provinciale per tutto il giorno sono state inoltre sentite diverse persone. Al vaglio degli investigatori dell'Arma anche alcuni filmati girati da telecamere di sorveglianza della zona. Proprio dai video si spera di ottenere informazioni utili per risalire agli autori dell'attentato. La pista principale, secondo gli inquirenti, è quella del racket delle estorsioni. La potenza dell'ordigno utilizzato porterebbe ad escludere eventuali legami con dissidi personali che, alcune settimane fa, portarono a una aggressione, e al ricovero di una donna, proprio davanti al bar saltato in aria. Bar che, fino a circa tre anni fa, era di proprietà di una donna imparentata con lo scomparso Luca Bruni. Coincidenza o meno, saranno le indagini a chiarirlo.

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