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Matera, Stella e Adduce ai ferri corti
su metropolitana e tangenziale

Basilicata

Rapporti freddi tra i vertici istituzionali che arrivano ai ferri corti al convegno sulla mobilità. Il sindaco: «Chi si tira indietro, lo dica». Il presidente: «Noi siamo per laTangenziale»

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IL tema ufficiale è stato il progetto della metropolitana leggera, quello reale il braccio di ferro fra la Lista Stella e l’amministrazione comunale o meglio fra Salvatore Adduce (in foto) e Franco Stella.
Le analisi tecniche, di merito, il richiamo alla partecipazione condivisa, sono stati elementi di un corollario di prammatica. I veri nodi da sciogliere (ovvero quanto sia conveniente investire nel progetto di metropolitana leggera piuttosto che in quello della tangenziale) sono stati affrontati dal sindaco Salvatore Adduce che in poco meno di 40 minuti ha lanciato la sfida a singolar tenzone.
«La metropolitana per voi è uno sfizio? - ha chiesto alla platea che ha affollato fin sulle pareti la sala convegni della Mediateca provinciale, rilanciando subito dopo: «Non ho nessun innamoramento per le Fal, ma se dobbiamo decidere che non va bene, allora chiudiamo da Villa Longo a Lanera».
Al progetto della tangenziale, cavallo di battaglia della Lista Stella, il sindaco non ha chiuso la porta ma si è chiamato fuori da ogni tentativo di strumentalizzare la tangenziale come alternativa al prolungamento della tratta ferroviaria fino all’ospedale.
Al “Compagno Stella”, Adduce si è rivolto in più occasioni durante il suo intervento, ricordandogli che nel corso dei numerosi incontri del comitato di partenariato, il presidente della Provincia di Matera non ha mai mosso osservazioni sostanziali su questo progetto.
«Abbiamo agito in solitaria? - ha chiesto ancora all’uditorio, chiarendo inoltre: «Nessuno ha scippato nulla».
E chiamando in causa il suo ospite aggiunge: «ll compagno Stella non si deve tirare indietro».
All’epoca in cui a Matera c’era il commissario prefettizio, Stella secondo il sindaco avrebbe dovuto mettere le mani avanti.
«Già in quel momento era partner autorevole a tutti gli effetti insieme al Comune alla Regione, al ministero dei Beni culturali e l’Ente Parco della Murgia». E subito l’affondo con una sottile vena d’ironìa: «Ti perdono ma ammetti: mi sono sbagliato, torniamo sull’argomento. Dobbiamo dirci la verità. Mi prendo la responsabilità di questa scelta - ha concluso - ma voglio essere insieme ai 28 consiglieri che hanno approvato».
L’ultimo passaggio aggiunge Adduce che ricostruisce tutte le fasi del progetto Pisus fino all’11 ottobre 2010 quando la delibera n.450 ratifica l’accordo di programma «E da quel momento partono le azioni concrete».
«E’ la città che vuole sapere se la scelta dell’amministrazione porta benefici, ha costi e vantaggi - ha esordito il presidente della Provincia, sottolineando lo spirito del mandato popolare che la Lista Stella incarna. E per sgomberare il campo da dubbi ha inviato il suo messaggio ad Adduce: «Le tue rimostranze non sono convidisibili». Alla cronistoria tracciata dal sindaco, Stella ha aggiunto: «Nel dato programmatico non c’era scritto che avremmo dato alle Fal questa opportunità, in cambio del nulla, dell’incertezza e di promesse che questa città non può prendere per buone».
Lo aveva detto introducendo i lavori ma Franco Stella lo ha ribadito anche nel corso del suo intervento: «Non vogliamo rapporti di forza con nessuno perchè siamo nella maggioranza e non vogliamo fare fughe in avanti».
Frasi chiare che, però, non hanno impedito che il malumore della Lista Stella emergesse anche nel corso del dibattito e che indicasse chiaramente le due strade parallele che indicano chiaramente opinioni in netto contrasto.
Franco Stella le ha imputate alla democrazia, ricorrendo al linguaggio “politically correct”, ma nell’accezione più ampia e popolare si chiamano scintille.
All’orizzonte, intanto, l’incontro di domani con il presidente delle Fal Matteo Colamussi, e il dibattito cittadino che, come poche altre volte a Matera, ha riunito la città in un consesso pubblico.
Il ricorso a termini come partecipazione, confronto, dibattito sarebbe molto semplice.
Il tema, invece, è ancora più ampio ed è legato alla ricomparsa delle associazioni cittadine, alla loro capacità di aprire fronti di dibattito, di riappropriarsi del diritto di fare domande alle quali chiedere risposte credibili.
Matera, è al suo momento di svolta a patto che voglia mettersi in gioco.
E il dibattito di ieri lo dimostra sia sotto il profilo della partecipazione che sotto quello dell’interesse. Sarà così anche per altri aspetti che riguardano il futuro della città? C’è da chiederselo, anche se nelle prossime ore commenti, interventi e valutazioni manterranno alto il livello del confronto.

Antonella Ciervo

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