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Oppido: Scavone picchia giornalista
per un 4,5 in pagella

Basilicata

L'attaccante biancoverde protagonista dell'increscioso episodio. Un pugno al nostro giornalista dopo averlo minacciato ieri su Facebook. La società scarica l'atleta.

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IRRITATO per il brutto voto rimediato nella pagella pubblicata ieri, l'attaccante dell’Angelo Crostofaro (Serie D, girone H) di Oppido Lucano (Potenza), Antonello Scavone, ha colpito nel pomeriggio con un pugno al viso il corrispondente del Quotidiano della Basilicata, Rocco De Rosa, procurandogli una ferita che i medici del pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Potenza stanno valutando. L’Oppido (penultimo con dieci punti) è stato battuto in casa dalla capolista Sarnese (36 punti) per tre reti a zero. La prestazione di Scavone è stata criticata dal cronista: ieri, lette le pagelle (e il 4,5 assegnatogli), Scavone ha definito il giornalista «giornalaio» su Facebook, dandogli "appuntamento" al campo oggi. Infatti, al termine allenamenti, quando il giocatore ha visto il cronista in tribuna, lo ha raggiunto e lo ha colpito. Allenatore e presidente dell’Oppido hanno subito sospeso il calciatore. Il direttore del «Quotidiano della Basilicata», Paride Leporace - che ha reso nota la vicenda - ha detto che «il fatto si commenta da solo. La reazione della società mi lascia sperare che simili episodi non si ripetano in futuro».
Ordine dei Giornalisti, Assostampa e Ussi di Basilicata, in una nota congiunta, hanno espresso «sconcerto» per l'aggressione subita oggi, a Oppido Lucano (Potenza) da un collaboratore del «Quotidiano della Basilicata», colpito al viso con un pugno da un giocatore dell'Angelo Cristofaro (Serie D, girone H), irritato per un voto insufficiente attribuitogli dal cronista dopo la gara di domenica scorsa. Ordine dei giornalisti, Assostampa e Ussi hanno manifestato «la più ferma condanna per un atto inspiegabile e di inaudita gravità. Nel deplorare un simile comportamento, gli organismi della categoria auspicano che l'esercizio del diritto-dovere di cronaca e di critica possa essere svolto ovunque in condizioni di sicurezza, nel rispetto della libertà di opinione e tutelando l'incolumità fisica degli operatori dell'informazione». Il vicepresidente della commissione antidoping della Federcalcio, Fausto Taverniti, in una dichiarazione, ha definito l'aggressione al cronista un «grave esempio di intolleranza verso la libertà di pensiero e di stampa. Tanto più per un episodio che vede come protagonista in negativo un calciatore, uno sportivo che dovrebbe avere come principio basilare quello della lealtà e quindi del rispetto altrui». Nell'esprimere «solidarietà» al giornalista, Taverniti ha detto che «la giustizia sportiva e quella ordinaria faranno certamente il loro corso nei confronti del calciatore, ma rimane l'amarezza per un gesto violento che auspichiamo rimanga isolato e stigmatizzato dall'intero mondo dello sport».

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