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La giornata della Nazionale italiana
a Rizziconi raccontata in un libro

Basilicata

Era il 18 giugno 2011 quando don Luigi Ciotti invitava pubblicamente la Nazionale di calcio ad allenarsi su un campetto confiscato alla 'ndrangheta

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Il 13 novembre scorso a Rizziconi, cinque mesi dopo l'invito di Don Luigi Ciotti, Cesare Prandelli e i ragazzi si allenavano, giocavano su quel campo del piccolo comune della Locride confiscato alla criminalità organizzata, davanti a 130 ragazzi delle scuola calcio di Rizziconi e oltre 1000 spettatori.
L'importante giornata, le sensazioni e le emozioni dei giocatori sono state raccolte in un libro intitolato «La Nazionale contro le mafie, Rizziconi/Italia, Storia di una partita speciale», scritto da Francesco Ceniti, giornalista della Gazzetta dello Sport, e da oggi si trova in tutte le librerie con la prefazione di Cesare Prandelli e postfazione di Nando Dalla Chiesa.
Il libro racconta quella giornata speciale della Nazionale nella locride, i tanti episodi nella preparazione della giornata, le ansie e le preoccupazioni ma anche e soprattutto la gioia e la passione di quelle ore su campetto di Rizziconi. Il testo contiene le emozioni dei giocatori da Buffon a Balotelli, da Aquilani a Gattuso ma anche le testimonianze di alcuni magistrati, da sempre in prima linea nella lotta alle mafie e i loro racconti su come le mafie utilizzano il calcio come strumento di consenso.
C'è la storia di quel campetto due volte inaugurato, due volte abbandonato perchè i boss della ndrangheta aveva deciso che non si doveva giocare. Ma si trovano nelle pagine del libro anche le voci festose dei ragazzi, testimoni diretti del gol fatto alla 'ndrangheta.
«Senza regole il calcio non esiste - scrive Cesare Prandelli, allenatore della nazionale nella prefazione - Altrettanto accade per la società civile. Per questo il viaggio della nazionale a Rizziconi ha rappresentato un’esperienza formidabile sotto il profilo etico. Giocare su quel campo, per noi, ha significato condividere con azioni concrete il messaggio di Don Luigi Ciotti:contribuire a scuotere le coscienze. Riaffermare con forza il primato della legalità».
«Che schiaffo, che schiaffo che hanno preso... I giocatori italiani qui. Presi a calci a domicilio. Bellissimo» sono le prime parole di Don Luigi Ciotti, raccolte da Ceniti nel libro appena concluso l’allenamento. «Quella giornata della Nazionale a Rizziconi può davvero rappresentare per i «padrini» l’inizio della fine. Ecco perchè questa è la partita di tutta la gente onesta. Ecco il perchè di questo libro».

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