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Solidarietà di Libera a Don Cozzi
«Perchè non l’hanno protetto?»

Basilicata

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«LE NOTIZIE pubblicate dalla stampa locale confermano che, come più volte ribadito da Libera Basilicata, la cosca dei Basilischi si è mossa, in questa regione, come una vera organizzazione mafiosa, senza risparmiarsi nell’uso delle armi e in tutte quelle attività proprie dell’agire mafioso: dall’estorsione all’intimidazione, dalla corruzione alla collusione, ai vischiosi rapporti con la politica». E’ il commento di “Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie” di Basilicata a quanto pubblicato dal Quotidiano nell’edizione di ieri a proposito di due noti esponenti del clan dei basilischi che stando a quanto ha riferito l’ultimo pentito della Dda di Potenza, Antonio Cossidente, avrebbero voluto 331231«Don Marcello morto». «La storia del povero Tiziano Fusilli, ucciso per dare “l’esempio” e dimostrare il livello di ferocia dell’organizzazione che cercava di accreditarsi nel panorama meridionale delle mafie che contano, è emblematica». Sempre ieri il Quotidiano ha riportato le accuse di Cossidente che ha indicato 331228i presunti responsabili dell’omicidio del 29enne potentino trucidato il 22 maggio del 1989. «Non può essere presa sotto gamba l’idea, altrettanto mafiosa, di “attenzionare” coloro che in prima persona e quotidianamente si battono contro il sistema mafioso e criminale, attraverso la costruzione di quella rete di persone e associazioni che costituisce l’ossatura di Libera, un concreto e resistente argine alla mafia. Come Libera Basilicata siamo molto preoccupati delle notizie di questi giorni sulla rivelazione che esponenti della malavita locale volevano l’eliminazione fisica di don Marcello Cozzi (in foto) e non possiamo non ricollegare questo disegno criminale all’episodio intimidatorio di due anni fa, quando gli vennero recapitati due proiettili in busta chiusa. Nel ricordare che è in corso un procedimento contro i Basilischi nel quale don Cozzi è parte offesa, ci chiediamo come mai, a fronte di queste dichiarazioni, non si sia ritenuto opportuno avvisare il diretto interessato e, soprattutto, non si sia provveduto ad attivare forme di protezione in sua tutela. Auspichiamo che, in tempi brevi, le autorità competenti adottino le azioni che riterranno più opportune per salvaguardare l’incolumità di chiunque si trovi nel mirino delle organizzazioni criminali. Libera è unita intorno a don Marcello e non si lascerà intimidire da nessuno».

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