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Parenti, sacrestano accusato abusi su minori
l'avvocato: "Indagate il parroco"

Basilicata

Secondo l’avvocato, che difende il sacrestano Giuseppe Calfa, il parroco: «Aveva l’obbligo di denunciare se è vero che già dal 2005 sapeva delle violenze sulle minori»

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«Se è vero che il parroco venne a sapere delle presunte violenze già dal 2005 allora questi era tenuto a informare subito l’autorità giudiziaria. Non lo ha fatto e quindi, codice in mano, deve essere indagato per favoreggiamento».Così ieri in aula l’avvocato Salvatore Tropea, difensore del 75enne Giuseppe Calfa, l’ex sacrestano della parrocchia del Carmine di Parenti accusato di aver abusato sessualmente, tra il 2005 e il 2010, di tre giovani minorenni che erano solite frequentare la chiesa. Il parroco in questione è don Mario, da tanti anni a Parenti. Proprio ieri il sacerdote è stato ascoltato dai giudici in merito alle presunte violenze denunciate dalle giovani. Il religioso ha parlato per ben tre ore, dicendo che era a conoscenza di quei presunti abusi, in quanto gliene avevano parlato proprio le vittime.
Ha detto che un giorno trovò in sacrestia Calfa abbracciato a una delle tre minorenni, anche se quest’ultima pare che abbia poi detto al parroco che il sacrestano si era avvicinato a lei solo per dirle una cosa all’orecchio. Quindi la domanda dell’avvocato Tropea, che ha voluto sapere da quando don Mario era a conoscenza di quegli abusi. Il religioso ha detto di saperlo dal 2005 su racconto delle stesse presunte vittime, e quindi molto tempo prima della presentazione della denuncia da parte di una delle minorenni. A questo punto Tropea ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura in merito alla posizione del religioso, a sua detta imputabile di favoreggiamento personale in quanto avrebbe omesso di denunciare tempestivamente il sacrestano non allontanandolo neanche dalla parrocchia. Una doppia omissione, a detta della difesa. Il tribunale (Garofalo presidente, Ferrucci e Castiglione a latere) si è riservato di decidere in merito. Stessa cosa ha fatto per quanto riguarda la richiesta, avanzata sempre dalla difesa, di procedere con una perizia psichiatrica sulla principale accusatrice del sacrestano di Parenti, tesa a verificare la capacità della stessa a testimoniare. Il processo è stato quindi rinviato al prossimo 16 febbraio, quando sarà sentita la zia della giovane, sua tutrice. La parrocchia di Parenti, nella persona proprio di don Mario, si è costituita parte civile.

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