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Consiglio regionale, Ennio Morrone
sostituisce il consigliere Morelli

Basilicata

Sostituzione temporanea, del consigliere Franco Morelli, con il primo dei non eletti del Pdl della circoscrizione di Cosenza Giuseppe Ennio Morrone

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Il Consiglio regionale, convocato ieri a Palazzo Campanella, ha proceduto alla sostituzione temporanea, ai sensi della legge n. 30/94, del consigliere Franco Morelli, con il primo dei non eletti del Pdl della circoscrizione di Cosenza Giuseppe Ennio Morrone. Morrone (in foto) è il primo dei non eletti con 6.838 voti, ed ha fatto il suo ingresso in aula, invitato dal presidente Francesco Talarico, partecipando ai lavori dell’assemblea legislativa calabrese, nel corso della quale, il consiglio regionale, ha approvato una legge a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Il presidente della commissione antimafia, Salvatore Magarò si è detto soddisfatto: «La legge approvata amplia l’area di intervento della legge già esistente (la 31/08) includendo nei provvedimenti a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, anche i testimoni di giustizia, per questo abbiamo avuto il plauso anche di Pino Masciari».
La Calabria è la prima regione ad aver scritto una norma del genere. Ed ecco, in aula, i due elementi caratterizzanti degli ultimi eventi accaduti a Palazzo Campanella: da un lato le inchieste giudiziarie, che creano imbarazzo, dall’altro i provvedimenti per combattere la ‘ndrangheta. In entrambi i casi i protagonisti sono i politici.
Oltre all'approvazione della legge a favore delle vittime della ‘mafia, c’è una norma che applica la riforma Brunetta. Si tratta della “misure in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza della pubblica amministrazione”. Da oggi in Calabria esisteranno due sistemi di valutazione per i ruoli apicali, uno della giunta e uno del consiglio, costituti da componenti esterni ed interni.

QUESTION TIME: IL SISTEMA IDRICO INTEGRATO
L’incipit al dibattito lo ha dato il question time durato poco più di un’ora. La Sorical ha tenuto banco e in un’interrogazione del Pd, Guccione e Censore chiedono ragione del bilancio che non torna, della relazione della Corte dei conti. Vogliono che l’aula si pronunci sul sistema idrico integrato, sull’attività e sulla gestione delle società miste e ritengono che ci siano anche profili di incostituzionalità.
Censore insiste che è stato istituito l’Ato unico e dice: «Nella procedura ci sono delle incongruenze. Una volta nominati gli Ato ci si ritrova che, nello stesso piano operativo, è allegata una delibera di giunta, che predispone a sua volta un piano di rientro, ma lo fa solo per la Sorical, tutto questo è sbagliato.
Per quanto attiene alla depurazione la situazione di stallo è globale, bisogna considerare anche il carico dei Comuni. Pensiamo che ci debba essere una revisione di tutto il settore». Censore afferma che molti sindaci nel vibonese denunciano di avere un sistema al collasso. Risponde l’assessore Gentile con una provocazione: «La Sorical non l’abbiamo inventata noi». E rassicura che da lì a un mese ci sarà una ricognizione completa. Guccione, in un’altra interrogazione, insiste sulla sorveglianza idraulica dove mancano fondi, dove il personale è part time e in parte assorbito dall’Ato e nulla funziona. È ancora Gentile a rispondere, affermando che una parte delle risorse è da recuperare.

INTERROGAZIONE SULLA CENTRALE A CARBONE DI SALINE
Altra interrogazione è quella del consigliere di Idv, Giuseppe Giordano sulla centrale a carbone di Saline, il politico chiede ragione del parere espresso dalla commissione Valutazione d’impatto ambientale (la cosidetta Via), presso il ministero, proprio per la centrale termoelettrica di Saline. Rassicura l’assessore all’Ambiente, come più volte la Regione abbia dato parere negativo. Qui una contraddizione tra enti c’è. E questo induce il dubbio in Giordano.
Il question time termina dopo circa un’ora. Si arriva a metà pomeriggio al voto delle due leggi, la numero 174 della giunta regionale, che prevede come dice in aula il consigliere regionale, Giuseppe Caputo (Pdl): «La valutazione della performance che insieme alla valutazione del merito fa sì che il vertice politico assegna obiettivi capaci di valutare i livelli dirigenziali apicali, sulla scorta della proposta che riceve dall’organismo indipendente di valutazione della performance, i dirigenti a loro volta valutano il personale da essi assegnato».

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