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Reggio. E' giallo sul pacco
con proiettili per il prefetto

Basilicata

Un plico indirizzato al prefetto di Reggio con proiettili e una lettera intimidatoria a un agente della Piana. Sorpreso lo stesso destinatario

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Si ipotizza l'intimidazione al prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta, dopo l'arrivo ieri in Prefettura, di un plico di natura intimidatoria indirizzato al rappresentate del governo sul territorio reggino. All’interno c’era una lettera di minacce nei confronti di un poliziotto, oltre ad un proiettile per kalashnikov, una cartuccia per fucile calibro 30, una miccia a lenta combustione, della polvere da sparo.
Il materiale e il pacco sono stati sequestrati dagli agenti della squadra mobile diretti da Renato Cortese. Gli investigatori stanno verificando da quale ufficio postale è stato spedito il pacco e stanno effettuando anche accertamenti sia sulla polvere da sparo che sui proiettili.
Il pacco è giunto nella mattina di ieri normalmente con la posta ed è stato portato all’ufficio protocollo dove un impiegato lo ha aperto scoprendone il contenuto. Successivamente è stato richiesto l’intervento della polizia. Gli agenti stanno ora verificando da quale ufficio postale è stato spedito il plico. Dell’indagine si occupa la magistratura ordinaria e non la Direzione distrettuale antimafia. Circostanza che lascia presumere che non si tratti di una vicenda che possa essere ricondotta alla criminalità organizzata. In giornata è giunta al prefetto anche la telefonata del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri che ha espresso la propria solidarietà e vicinanza. Chi nutre perplessità sulla lettera giunta al palazzo di Governo di piazza Italia è lo stesso Varratta. «Sono piuttosto sorpreso - ha spiegato - E’ senz’altro un’anomalia che venga indirizzato un pacco con dei proiettili al Prefetto e con all’interno delle minacce ad un poliziotto - Al momento non so spiegarmi il perchè. Aspettiamo l’esito degli accertamenti della polizia per capire i motivi di tale lettera e a chi era effettivamente indirizzata. Dal mio canto continuerò a fare il mio lavoro con serenità». Le frasi di minaccia erano indirizzate ad un esponente della polizia di Stato che già in passato era stato destinatario di pesanti minacce nella Piana di Gioia Tauro. Prima scritte intimidatorie quando prestava servizio al commissariato di Gioia Tauro, poi una bomba davanti all’abitazione dopo il trasferimento alla polizia di Taurianova. A seguito di questo episodio il poliziotto era stato destinato a Reggio Calabria. Ieri l’ennesimo episodio.

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