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Vibo, operazione "Diesel"
Scoperta truffa da 9mln di euro

Basilicata

Nell’inchiesta della Procura di Vibo Valentia sono indagate 15 persone. La truffa avrebbe provocato un'evasione fiscale da 9 milioni di euro

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Operazione denominata "Diesel", questa mattina, dei militari della Guardia di finanza, che hanno scoperto una truffa sulla vendita del gasolio agevolato che ha provocato una evasione fiscale da 9 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di sgominare un’associazione a delinquere dedita al traffico illecito di prodotti petroliferi e di segnalare all’autorità giudiziaria 15 persone. L'operazione «Diesel», condotta del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro, coordinata dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia nel settore del commercio di gasolio agricolo, ha consentito di fare emergere un sistema criminoso finalizzato a destinare fraudolentemente il prodotto petrolifero, soggetto ad accisa agevolata, ad usi diversi da quelli consentiti.
«In particolare - hanno spiegato il procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo ed il sostituto Santi Cotroneo che unitamente ai vertici della Guardia di Finanza hanno tenuto una conferenza stampa (nella foto) – è emerso il ruolo centrale di una importante società catanzarese operante nel settore che, allo scopo di evadere le connesse imposte, ha simulato vendite di gasolio agevolato a soggetti formalmente autorizzati ma, di fatto, non operanti,con sede nell’alto cosentino (Malvito, Spezzano della Sila e San Donato di Ninea) ponendo in essere artificiosamente documentazione fittizia».
Le attività di controllo hanno consentito di appurare che le autocisterne di proprietà della società e di altri operatori economici in realtà scaricavano il prodotto presso aziende compiacenti, ubicate in diverse province calabresi, che non avevano titolo a ricevere e consumare il prodotto petrolifero oggetto di transazione. Nell’ambito dell’operazione dono state sequestrate 20 autocisterne ed una ingente documentazione fiscale. Inoltre, l'organizzazione delinquenziale – secondo l’accusa – si sarebbe resa responsabile di un’evasione fiscale pari a 6 milioni e mezzo di euro di accisa e di circa 2 milioni e mezzo di iva, con un consumo in frode di circa 19 milioni di litri di gasolio agricolo agevolato.

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