Salta al contenuto principale

Lavello. Addio al celibato con prostitute
anche in Calabria, chiusa un'agenzia

Basilicata

Diversi i filmati di incontri con prostitute, dopo le feste di addio al celibato. Chiusa la "Divina Agency" di Lavello (Pz)

Tempo di lettura: 
1 minuto 27 secondi

Non sarebbero certo felici le mogli se sapessero che il proprio promesso sposo la notte prima delle nozze, ha trascorso una serata veramente "particolare" con una delle tante ragazze che, oltre al solito spogliarello, hanno offerto prestazioni sessuali al "festeggiato". A Lavello, in provincia di Potenza infatti, un’agenzia specializzata nell’organizzazione di spettacoli e soprattutto di addii al celibato – e anche qualche addio al nubilato – avrebbe organizzato e fornito prestazioni extra con giovani prostitute in Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. L'agenzia è stata chiusa dai Carabinieri, che hanno notificato anche la misura dell’obbligo di dimora a un uomo e due donne (una delle quali è la titolare stessa dell’agenzia).
I militari, inoltre, hanno sequestrato un computer, materiale pornografico (in diversi filmati si tratta degli incontri delle prostitute, dopo l’addio al celibato), schede telefoniche, bancomat postali per effettuare i pagamenti e sette siti internet attraverso cui era possibile contattare l’agenzia.
Dal luglio dello scorso anno, quando sono cominciate le indagini dei Carabinieri, partite da Lavello a seguito di alcune «voci» sulla reale attività della «Divina agency» e da qualche confidenza di mogli e fidanzate indispettite dal comportamento dei loro partner, i tre indagati hanno organizzato fino a cinque-sei «feste» alla settimana, nelle quattro regioni. Queste feste «regolari» (con tanto di spogliarello) costavano 500 euro: per appartarsi con le prostitute (giovani donne italiane e dei Paesi dell’Est europeo) i clienti pagavano fra 80 e 100 euro.
I militari stanno indagando per chiarire perchè gli incontri con le prostitute sono stati filmati e per fare chiarezza sui documenti sequestrati nella sede dell’agenzia (dove hanno trovato un «registro» con i nomi delle donne che si prostituivano).
L'accusa nei confronti delle tre persone, è di associazione per delinquere finalizzata al reclutamento, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?