Salta al contenuto principale

Tav, arresti per gli scontri in Val di Susa
coinvolto un sindacalista calabrese

Basilicata

Arrestate le persone che avrebbero preso parte agli scontri in Val di Susa avvenuti lo scorso 3 luglio contro la linea ferroviaria Tav Torino-Lione

Tempo di lettura: 
1 minuto 42 secondi

Venticinque provvedimenti di custodia cautelare in carcere; quindici misure dell’obbligo di dimora; un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari ed una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino. E' questo il bilancio dell’operazione condotta in tutta Italia dalla Digos di Torino per i fatti avvenuti, nell’ambito delle manifestazioni No Tav, il 27 giugno ed il 3 luglio scorso in Val di Susa. In quei giorni, è stato ricordato, risultarono feriti oltre 220 componenti delle Forze dell’Ordine.
La procura torinese ha, inoltre, emesso 11 provvedimenti di perquisizione personale e domiciliare per altrettanti indagati, tra cui due minori di Biella e di Milano. I reati contestati sono resistenza a Pubblico Ufficiale, violenza e minaccia, lesioni e danneggiamento aggravato compiuti in concorso.
Per i provvedimenti di carattere restrittivo personale (tra custodie cautelari in carcere e obblighi di dimora) risultano interessate le città di Milano, Asti, Biella, Belluno, Bologna, Cremona, Cuneo, Macerata, Modena, Napoli, Genova, Palermo, Padova, Parma, Pistoia, Roma, Trento, Varese e Venezia. Perquisizioni e avvisi di garanzia sono stati fatti anche a Chieti e Cosenza.
Tra le persone indagate nell’inchiesta infatti, anche Giuseppe Tiano, componente della segreteria dei chimici della Cgil di Cosenza. Lo riferisce Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale della Fiom. Tiano è stato bloccato e poi rilasciato e denunciato in stato di libertà.

La solidarietà della Fiom calabrese
«Chi conosce Giuseppe – dice il segretario Mario Sinopoli – sa che queste sono accuse infondate e ridicole. Giuseppe è un prestigioso dirigente sindacale della Filctem e della Cgil calabrese. È da sempre impegnato nelle grandi battaglie civili e sociali che in questi ultimi anni lo hanno visto protagonista in decine di iniziative di massa in Calabria e nel resto del Paese. Giuseppe, che aborrisce la violenza, – continua – ha sempre combattuto le sue battaglie a viso aperto e pacificamente. Egli si è sempre battuto in difesa dei Diritti dei lavoratori, degli immigrati, dei rom e per tutti quelli a cui veniva calpestata la dignità. Combatte ogni giorno per il lavoro, per la democrazia e la giustizia sociale in una terra martoriata dalla ndrangheta e dalla mala-politica».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?