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Sciopero tir, verso la normalità

Basilicata

Ordinanze delle Prefetture: a Matera divieti, da Potenza spostati a Tito scalo. Restano chiusi gli stabilimenti Fiat e Coca Cola. La viabilità migliora sulle strade

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NELLE prossime ore dovrebbe migliorare nettamente la situazione di disagi che si è venuta a creare con lo sciopero degli autotrasportatori, che hanno dato vita a diversi blocchi anche in Basilicata. Già nella seconda parte della giornata di ieri alcuni mezzi pesanti hanno ripreso a circolare, mentre, la fine della protesta annunciata per oggi dovrebbe far tornare la normalità anche alle distributori di benzina, che già da martedì scorso hanno esaurito le scorte. E ieri il prefetto di Matera, Luigi Pizzi, ha emesso un’ordinanza con la quale sono stati vietati assembramenti non autorizzati che pregiudicano la circolazione stradale e compromettono la sicurezza, per evitare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale qualora venga impedito il regolare transito di quegli automezzi destinati all’approvvigionamento nella provincia di beni di prima necessità e dei prodotti energetici indispensabili. A seguito della quale si è provveduto a rimuovere diversi presi del materano. Mentre a Potenza, su disposizione della prefettura, il presidio degli autotrasportatori nei pressi dello svincolo di Potenza ovest sul raccordo autostradale è stato spostato ieri sera nell’area industriale di Tito (Potenza). I giorni di blocco dei “bisonti della strada” hanno messo a dura prova le tenuta del sistema dell’intero Paese. Costretta a fermare la produzione anche lo stabilimento di Rionero della Coca-Cola Hbc Italia come conseguenza diretta dei blocchi attuati dagli autotrasportatori. La decisione, ha spiegato la società, è stata dettata dall’impossibilità di ricevere le materie prime necessarie per la produzione di bevande gassate e per l’imbottigliamento di acqua minerale e poter permettere il normale deflusso dei prodotti dai magazzini. «A garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali, tutela del servizio al consumatore, e nel rispetto nei confronti degli impegni con i clienti - si legge in un comunicato aziendale - Coca-Cola Hbc Italia auspica di poter riprendere quanto prima l’attività produttiva». Ha rischiato molto il trasporto pubblico: sembra che l’ultima scorta a disposizione di alcune ditte fosse in esaurimento già dalla serata di ieri. Per i lucani il problema maggiore è stato quello dell’approvvigionamento di carburante. Ma a pagare lo scotto maggiore gli allevatori e gli agricoltori i cui prodotti per giorni sono rimasti bloccati, con ingenti danni soprattutto per quanto riguarda il latte e gli ortaggi. Nei supermercati lucani non ci sono state le scene viste altrove di assalti agli scaffali, vuoti o quasi, nel giro di poche ore. Verdure e frutta cominciavano comunque a scarseggiare. E anche in questa occasione non sono mancate le speculazioni da parte di chi ha alzato i prezzi dei prodotti, soprattutto frutta e verdura, per sfruttare il momento di psicosi che si è venuto a creare, come denunciato da alcune associazioni di categoria. L’evolvere della situazione dipenderà dalla sospensione o meno delle azioni di protesta.

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