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Addio al presidente Scalfaro.
Nel '93 parlò di doveri all'Unibas

Basilicata

Il ricordo del capo dello Stato "amico" della Basilicata. Oscar Luigi Scalfaro ha sempre avuto un grande legame con Emilio Colombo

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POTENZA - «Non fisso io il mio dovere». Fu questo uno dei passaggi “lucani” di Scalfaro nelle visita ufficiale del inizio del dicembre 1993. Il giorno della sua scomparsa si cercano ricordi e testimonianze.
Oscar Luigi Scalfaro da Presidente della Repubblica fu in Basilicata e a quanto raccontano le cronache dell’epoca furono giornate convulse e piene di impegni. Oltre a quella visita ufficiale Scalfaro è stato uno dei Capi dello Stato più vicini alla Basilicata. Amico sincero del senatore a vita, Emilio Colombo (quando divenne Presidente della Repubblica il politico lucano era ministro degli Esteri) è stato spesso nel capoluogo della Basilicata anche in visite non ufficiali.
L’ultimo appuntamento con Potenza che si ricorda è si qualche anno fa, quando Oscar Luigi Scalfaro da ex Presidente della Repubblica girava l’Italia per spiegare la Costituzione italiana.
Tornando alla “visita” presidenziale del 1993 Scalfaro incontrò anche i giovani del progetto “La città dei giovani”. Anche in quell’occasione Scalfaro mostro rispetto verso la Costituzione dicendo agli studenti: «Il mio dovere non lo fisso io. Concorrono a determinarlo la carta costituzionale e una serie di esigenze».
Il giornalista Renato Rizzo dalle colonne de La Stampa del 6 dicembre 1993 raccontò la visita potentina del Presidente della Repubblica inserendo le dichiarazioni ai giovani come “messaggi” ai palazzi romani. Erano giorni caldi per il governo nazionale che allora era guidato da Carlo Azeglio Ciampi e le frasi potentine di Scalfaro furono interpretate come una risposta «obliqua a certe affermazioni di Napolitano, ma, soprattutto, di Intini».
In ogni caso chi ricorda quei giorni lucani di Scalfaro racconta di un Capo dello Stato molto concentrato a parlare di “doveri e di diritti”.
E’ sempre Renato Rizzo de La Stampa che raccontò del convegno sul volontariato e la solidarietà promosso all'Università della Basilicata. Insieme a Scalfaro all’Università lucana c’era, manco a dirlo, Emilio Colombo che nel frattempo era diventato ex ministro degli esteri e altri rappresentanti dell’Olp. Il messaggio di Scalfaro da Potenza fu per la pace mediorientale: «L'italia immersa nel Mediterraneo ed proprio la sua posizione geografica le impone la necessità d'impegnarsi perché si realizzino queste ansie di pace».
Oltre a questo Oscar Luigi Scalfaro è stato importante per la recente storia della Basilicata anche in qualità di presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull'attuazione degli interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori dell’Irpinia e della Basilicata colpiti dal terremoto del 23 novembre 1980.
La Commissione fu istituita nel 1989 (tre anni prima di diventare presidente della Repubblica) e concluse i suoi lavori due anni dopo, nel 1991. L’organismo stabilì che in dieci anni lo Stato aveva stanziato per la ricostruzione e lo sviluppo delle aree colpite dal terremoto oltre 50 mila miliardi di lire. La commissione denunciò anche clamorosi sprechi.

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