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Catanzaro. Federfarma: «Dopo l'agitazione dalla Regione solo silenzio»

Basilicata

Federfarma fa sentire nuovamente la sua voce e denuncia che dopo la protesta degli scorsi giorni non vi sono state comunicazioni di alcun tipo da parte della Regione

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«Nulla è cambiato nella situazione dei gravi ritardi di pagamento che affliggono le farmacie della provincia di Catanzaro. Ma la circostanza ancor più rilevante è rappresentata dall’'assordante silenziò della controparte pubblica sulla complessiva vicenda». E' quanto afferma, in una nota, il presidente provinciale di Federfarma Vincenzo Defilippo. «Agli appelli inascoltati e già citati nella proclamazione della agitazione dello scorso 30 gennaio - prosegue Defilippo - si deve infatti aggiungere l’agitazione stessa che, nonostante l'adesione totalitaria da parte dei farmacisti della provincia di Catanzaro, non ha sortito alcun effetto nei confronti della controparte pubblica. A seguito della agitazione non v'è stata infatti alcuna comunicazione nè scritta nè verbale nè in qualsiasi altra forma purchè conoscibile: nulla, silenzio assoluto. È evidente che tale atteggiamento, al di là di ogni sua connotazione etica, non può che essere molto preoccupante non solo per la nostra categoria ma anche e soprattutto per la collettività tutta. La proclamazione di una forma di agitazione - sostiene ancora Defilippo - è sempre e comunque manifestazione di uno stato di disagio, e come tale dovrebbe essere interpretata e gestita da chi ha responsabilità di governo. Rispondere al disagio legittimamente manifestato con il silenzio ed il disinteresse non è un segnale che lascia sereni coloro i quali sono soggetti attivi nella erogazione del servizio di assistenza farmaceutica territoriale. Sfugge infatti alla parte pubblica che nello svolgimento della loro funzione professionale i farmacisti devono necessariamente avvalersi di una organizzazione aziendale, della quale pure sono pienamente responsabili, e che funziona con le stesse regole che il codice civile stabilisce per ogni impresa».

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