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Protesta di richiedenti asilo a Cetraro, momenti di tensione

Basilicata

Una trentina di immigrati, ospiti in un albergo della cittadina del Cosentino, hanno manifestato davanti la struttura per chiedere certezze sul proprio futuro. Dopo attimi di paura e la mediazione del

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Una trentina di immigrati richiedenti asilo che sono ospitati temporaneamente a Cetraro, hanno manifestato stamani per sollecitare una risposta alla loro richiesta. Ci sono stati momenti di tensione quando il gruppo si è fermato lungo la strada, ad alcune centinaia di metri dall’albergo in cui sono ospitati, a causa dell’atteggiamento minaccioso assunto da alcuni che impugnavano anche dei bastoni. Un’auto è stata colpita, ma la situazione non è degenerata, anche per la presenza sul posto della polizia. Per evitare l'acuirsi della tensione la polizia ha deviato il traffico per una trentina di minuti su una strada parallela. La protesta sarebbe stata originata anche dall’ipotesi che alcuni immigrati debbano lasciare l’Italia perchè sprovvisti del permesso di soggiorno. Complessivamente i migranti che si trovano a Cetraro sono 73, provenienti dal Ghana, Mali e Nuova Guinea, e sono ospitati da tempo in un albergo. Sul posto sono giunti anche don Ennio Stamile, responsabile della fondazione ecclesiastica «Migrantes», che nei giorni scorsi è stato oggetto di atti intimidatori proprio a causa della sua attività in favore dei migranti, e il sindaco Giuseppe Aieta. Una delegazione di immigrati ha poi incontrato il dirigente del commissariato della polizia di Paola, Raffaela Pugliese, ed il vicequestore Pietro Gerace, spiegando le ragioni della loro protesta. Quindi i manifestanti sono tornati in albergo dopo avere saputo che la loro situazione sarà al centro di un incontro in programma mercoledì in Prefettura a Cosenza. La manifestazione ha creato malumori tra i residenti. “Avranno anche le loro buone ragioni – hanno detto alcuni cittadini – ma hanno messo veramente tanta paura addosso».
«Hanno colpito un’automobile che era davanti alla mia – ha raccontato una donna – e mia figlia di pochi anni che era con me si è messa a gridare per la paura».

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