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Processo "Why not", in aula ex presidenti Loiero e Chiaravalloti

Basilicata

Gli ex governatori sono stati sentiti dai giudici di Catanzaro nel processo che si celebra con il rito ordinario sull'affidamento di alcuni servizi a società private. Loiero ha parlato anche di un big

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Gli ex presidenti della Regione Calabria Agazio Loiero e Giuseppe Chiaravalloti sono stati sentiti oggi dai giudici del tribunale di Catanzaro nel processo Why not che si celebra con il rito ordinario. I due ex governatori sono stati sentiti sull'affidamento di alcuni servizi a società private e Loiero anche su un biglietto trovato durante le indagini in una sua abitazione e su cui erano annotati i nomi di due imprenditori ed una cifra. Per questo Loiero era stato inizialmente indagato, e poi assolto, per corruzione. Per l’accusa si sarebbe trattato di somme versate in occasione della campagna elettorale per le regionali del 2005 in cambio di provvedimenti per la grande distribuzione. Su richiesta dello stesso pm, Loiero è stato poi assolto dal gup in abbreviato, per non aver commesso il fatto, il 2 marzo 2010. Loiero stamani ha dimostrato che il biglietto non poteva fare riferimento alla campagna elettorale della primavera del 2005 essendo stato trovato in una casa acquistata nel dicembre dello stesso anno. L’ex governatore ha spiegato che si trattava di una ipotesi di finanziamento per la campagna elettorale delle politiche del 2006, quando presentò la lista del Pdm dopo l'uscita dalla Margherita, avanzata dai suoi più stretti collaboratori alla quale si oppose.
«Invece – ha detto Loiero - insieme ad alcuni amici chiedemmo un prestito a Banca Carime, con un percorso che non ricorre spesso in politica». Prestito di circa 120 mila euro, ha aggiunto, estinto alcuni mesi fa con la restituzione di una somma di 190 mila euro. Loiero ha fatto acquisire la richiesta di finanziamento, la corrispondenza con la banca ed il contratto di acquisto della casa.In merito al provvedimento sulla grande distribuzione Loiero ha spiegato che proveniva dall’area della vicepresidenza della Regione e che lui ne era all’oscuro. «Quando ne venni a conoscenza – ha aggiunto – me ne dissociai e scrissi a tutti i sindaci dicendo di non tenerne conto. Inoltre chiamai i presidenti del Consiglio regionale e della commissione competente» per farlo togliere. Al riguardo Loiero ha anche fatto acquisire una lettera scrittagli dall’allora assessore al Bilancio Demetrio Naccari Carlizzi, in cui si affermava che l'emendamento era andato direttamente al Consiglio perchè quel giorno in commissione non era stato raggiunto il numero legale. Rispondendo ad una domanda del presidente del Tribunale, Loiero ha poi riferito che all’epoca non ebbe contatti con l’allora vice presidente della Giunta regionale Nicola Adamo, col quale c'erano dissensi politici, e di non avere affrontato l’argomento neanche in seguito, quando i rapporti si normalizzarono. Dopo Loiero è stata la volta di Chiaravalloti che si è limitato a riferire che tutte le pratiche per l’affidamento dei servizi erano di competenza dell’apparato burocratico e che lui aveva chiesto ai dirigenti se questa procedura poteva provocare dei problemi e di avere avuto risposta negativa. Nel corso dell’udienza, altri testi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in quanto imputati in reati connessi. L'udienza è stata quindi rinviata al 15 febbraio prossimo quando saranno sentiti gli imputati che vorranno sottoporsi all’esame.

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