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Maltempo, i Paesi sono al collasso

Basilicata

Oltre 1.000 persone ancora irraggiungibili. Molte aziende agricole alla canna del gas. Il grido dei sindaci: «Servono i mezzi»

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I COMUNI sono allo stremo. Nonostante la tregua metereologica di giovedì, nella giornata di ieri le precipitazioni nevose sono riprese in molti paesi del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano, vanificando, in taluni casi, il lavoro svolto nei giorni precedenti. Le strade di accesso di alcuni comuni, sgomberate a fatica, sono state nuovamente invase dalla neve, gettando nello sconforto i sindaci. Tutti i paesi - anche se è un eufemismo - sono raggiungibili. Anche l’ultimo fronte ancora da aprire, quello di San Chirico Nuovo, è stato “sfondato” grazie ai mezzi della provincia. Per San Chirico Nuovo è improprio parlare di isolamento. Il paese, infatti, grazie all'abnegazione del sindaco e della sua squadra è riuscito ad aprire un varco verso la provinciale per Grassano già nei giorni scorsi. Moltissime sono le famiglie ancora isolate. Le vie di accesso nelle contrade di diversi centri, rimane off limits. Melfi, Venosa, Acerenza, Forenza, Banzi, San Chirico Nuovo, Genzano di Lucania, Maschito i paesi che ancora registrano enormi difficoltà nel raggiungere le proprie periferie. Critica la situazione sul fronte degli allevamenti. Molte aziende agricole sono irraggiungibili. C'è un'enorme difficoltà nel reperire il foraggio e l'acqua. Al momento non si registrano decessi, ma, secondo quanto ci raccontano alcuni allevatori, potrebbero arrivare presto. Per non parlare poi dell’agricoltura praticamente compromessa su tutto il fronte. Alcune strade provinciali - nonostante lo sforzo messo in campo dall'Ente - sono nuovamente impraticabili e il consiglio è sempre lo stesso: mettersi in marcia solo se necessario e muniti di pneumatici da neve (che in taluni casi non bastano nemmeno come nel caso della Maschito-Forenza) o catene. In campo un notevole dispiegamento di forze. Vigili del Fuoco, carabinieri, esercito, Croce Rossa, oltre alla protezione civile, riescono ad arrivare - in molti casi anche a piedi - in quelle zone impervie dove si raggiungono anche i due metri di altezza, per portare viveri e medicinali alle persone che ne hanno più bisogno. Da registrare il senso di solidarietà tra i cittadini. In molti casi, armati di pale, badili e buona volontà, “motu proprio” hanno dato una mano per sgomberare la neve, principalmente nei centri storici. E ieri mattina a complicare ulteriormente le cose, si era messa l'ordinanza della Rfi che prevedeva il blocco dei treni da Roma verso il sud. Questo ha creato non poche polemiche. Rientrate in parte quando è stato garantito il passaggio nella tratta Potenza-Avigliano dove, giova ricordarlo, è presente una linea della Ferrovie Appulo Lucane. Il grido dei sindaci e degli amministratori provinciali allo Stato centrale è sempre più pressante: «Servono i mezzi». Le sollecitazioni della prefettura e del tavolo dell'emergenza sono arrivate anche a Roma, che pare non recepisca le legittime richieste che provengono dalla Basilicata. Parlando con i sindaci la “frustrazione” per una situazione metereologica che peggiorava di ora in ora, era tangibile. Gli uomini che da 5 giorni lavorano incessantemente, come ha sottolineato Valluzzi, hanno bisogno di un ricambio. Sono stanchi e in alcuni casi, con molte ore di sonno arretrate. Insomma la situazione è al limite. E se a stretto giro il tempo non migliora, si rischia il default con conseguenze inimmaginabili.

g. r.

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