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Maltempo, la forza del popolo lucano

Basilicata

Lo sforzo spontaneo dei cittadini nel fronteggiare un'emergenza non ancora finita: migliaia di volontari in contrade e zone isolate. La Regione smentisce l’allarme su dighe e rischio frane

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POTENZA - In attesa della tregua, il maltempo continua a tenere in ostaggio la Basilicata. Ancora diverse le centinaia di persone isolate nelle zone periferiche - soprattutto in Val d’Agri - dove i cumuli di neve rendono difficile il raggiungimento di interi gruppi di case (anche se tutti i cittadini rimasti ancora bloccati sono stati raggiunti almeno telefonicamente dalla protezione civile).
Il lavoro di operatori e volontari non conosce sosta, e bastano i numeri a dare un’idea della mobilitazione e della solidarietà che sta muovendo la macchina di soccorso lucana. Sono migliaia i lucani in campo a cui si affiancano 170 militari dell'esercito, otre al personale della Regione, delle Prefetture, delle Provincie, e dei Comuni. Sono uomini appartenenti alle associazioni di protezione civile della Regione Basilicata, centinaia di carabinieri, poliziotti, agenti del corpo forestale, di personale dell’Anas, del 118, medici e infermieri, squadre tecniche di Acquedotto lucano ed Enel. Nella sala operativa della Protezione civile regionale si lavora a pieno regime h24, sono in campo anche 250 operatori di ditte private reclutate con i relativi mezzi di movimento terra e rimozione della neve. «Per quel che riguarda i mezzi a disposizione ci sono 154 mezzi della Regione Basilicata (terne, turbine, lame, spargisale, motoslitte, autocarri, furgoni), 129 mezzi privati autorizzati dalla Regione, tutti i mezzi delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e dell’esercito.
Per tutta la giornata di ieri il lavoro della macchina dell’emergenza è stato diretto soprattutto a liberare la viabilità secondaria. Ieri sera, dopo l’ennesima giornata di impegno, su 3.000 chilometri di strade provinciali, nel potentino, solo una cinquantina erano ancora da liberare.
Da viale Verrastro, subito una rassicurazione: «Non si registra al momento nessun allarme relativo a situazioni franose in atto o a situazioni di pericolo del sistema di accumulo idrico».
Tra i paesi più colpiti, Acerenza, diventata anche un poì luogo simbolo dell’emergenza neve lucana. Ieri mattina è stata liberata contrada Santa Domenica grazie prima all’intervento dei mezzi adatti dei residenti e successivamente dei militari dell’esercito italiano, che sono riusciti a sbloccare il passaggio di un’abitazione di una famiglia di quattro persone, costrette per una settimana a rimanere bloccati in casa a causa degli ingombranti accumuli di neve. Le strade principali ieri mattina si mostravano più praticabili rispetto ai giorni scorsi, mentre le pale meccaniche caricano gli accumuli di neve sui camion per scaricarla nelle apposite zone. Dice il sindaco Rossella Quinto: «La situazione è totalmente sotto controllo e dovrebbe normalizzarsi. Ora si sta cercando di rimuovere i grossi cumuli di neve, ripristinare la viabilità e consentire alle scuole di riprendere il normale svolgimento delle lezioni. Ancora tanto lavoro da fare, ma nessun piagnisteo solo molta operatività». Intanto data la portata eccezionale dell’evento, si darà inizio a controlli sulla cattedrale per assicurare l’incolumità del mastodontico monumento. A Venosa la preoccupazione tocca numerose aziende agricole. «Le forti nevi nevicate dei giorni scorsi hanno provocato ingenti danni al comparto agricolo», dice il sindaco Bruno Tamburriello che elenca le aziende in difficoltà, tra allevamenti e vivai.
Anche ad Atella si sono resi necessari interventi particolari. Nel piccolo borgo del Vulture, i volontari della Croce rossa italiana hanno portato sostegno medico e sanitario alla popolazione. A Rionero la Cri ha approntato anche un servizio di distribuzione pacchi nelle zone più impervie. «Dopo le grandi nevicate dei giorni scorsi - dice il commissario regionale della Croce Rossa Anna Maria Scalise - ora l’emergenza riguarda il ritorno alla normalità e il ghiaccio».
Grande disponibilità è stata assicurata anche dagli operatori della sanità privata che in una nota di Sanità Futura evidenziando «la positiva sinergia pubblico-privato che, soprattutto nelle situazioni di accresciuta domanda di servizi specifici, ha un effetto più significativo».
Lentamente si riprende a circolare anche sulla tratta di Ferrovie Italiane: sono state riaperte in Basilicata le linee Potenza – Battipaglia e Potenza – Foggia, «chiuse preventivamente nei giorni scorsi a causa del maltempo», hanno fattos apere da Rfi.
Infine, la polemica. Il senatore Egidio Digilio (Fli) non ha digerito l’affermazione del capo dipartimento di Protezione civile di Basilicata, Giovanni De Costanzo, che aveva tranquillizzato in diretta tv sulla mancanza di emergenze sul territorio. «Prendo atto che tutte le strade statali, provinciali, interpoderali siano libere, che tutte le contrade rurali siano state raggiunte, che i servizi ferroviari e di trasporto pubblico abbiano ripreso a funzionare. E se invece così non fosse chi ne risponde?».

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