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Profondo abisso lucano.
Le famiglie più povere in Basilicata

Basilicata

Basilicata aggredita dalla crisi: terz’ultima per capacità di reazione. Per i giovani non c’è sbocco

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POTENZA - Peggio della Basilicata fanno solo Calabria e Molise. La nuova classifica, che “pesa” le regioni per la capacità di reagire alla crisi economica misurata dal 2007 al 2011, ci vede ancora una volta in coda. E' il Sole 24 Ore a diffondere i dati, elaborati dal centro studi Sintesi, che ancora una volta fanno emergere un'economia lucana in affanno. A differenza di quanto accade in Liguria e Trentino, ai primi due posti della classifica. Grazie a una difesa costruita sulla crescita dell'export e il calo delle sofferenze bancarie. Insieme a brevetti, produttività e occupazione costituiscono i fattori sui quali è stata tarata la graduatoria. E la Basilicata riesce a fare peggio anche di Calabria e Molise rispetto all'indicatore che misura il potenziale di attrattività del territorio under 30. “Regione amiche dei giovani” le definisce il Sole 24 Ore. La nostra regione è solo al quindicesimo posto. La classifica è costruita su cinque parametri: mercato del lavoro, imprenditoria, istruzione, demografia, effetto crisi. La Lucania detiene la posizione peggiore (diciannovesimo posto) rispetto al tasso di disoccupazione, inattività, previsioni di assunzioni di giovani. Molto meglio va rispetto al parametro demografico che misura l'indice di vecchiaia, l'età media al primo matrimonio, l'incidenza dei giovani sulla popolazione totale: la Basilicata occupa la quarta posizione. Dodicesima per tasso di imprenditoria, decima per istruzione, nona per “effetto crisi”, ovvero la variazione degli indicatori tra il 2008 e il 2010. Dati che messe insieme collocano la Basilicata nella zona rossa della classifica. E a bocciare la situazione economica e sociale della regione ieri ci ha pensato anche nel Rapporto sulla coesione sociale diffuso da Inps, Istat e ministero del Lavoro che misura l'indice di povertà rispetto all'anno 2010: la situazione più critica si registra proprio in Basilicata dove il 28, 3% delle famiglie risulta in una situazione di indigenza. Seguono Sicilia e Calabria. Mentre la media nazionale si aggira intorno al 10 per cento. Questo dato - esplicita il rapporto - si spiega anche con la prolungata convivenza con i genitori dei giovani 18-34enni in cerca di occupazione. Nel corso degli anni, la condizione di povertà è peggiorata per le famiglie numerose, soprattutto per quelle con figli minori e residenti nel Mezzogiorno, per le famiglie dove convivono più generazioni e per quelle con un solo genitore.
«Non c’è più tempo da perdere - commenta il consigliere regionale dell’Idv, Nicola Benedetto - Nonostante tutto – aggiunge – l’indice di imprenditorialità regge non vogliono buttare la spugna. Emblematici sono, inoltre, i casi delle sofferenze su crediti e dei prestiti alle imprese che danno maggiore forza all’ennesima denuncia di associazioni imprenditoriali e di categoria che viene, questa volta, dalla Cna Basilicata rinnovando l’appello alla Regione Basilicata e a tutte le altre istituzioni locali a mettere in campo tutte le proprie energie per sostenere le imprese per il tramite dei Confidi in questa particolare fase. L’auspicio – conclude Benedetto – è che domani (oggi per chi legge ndr) qualche risposta venga dal presidente De Filippo in occasione del dibattito politico che segue la nomina della nuova Giunta ed il tentativo di rilancio dell’azione programmatica del centrosinistra».

mar.lab.

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