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La tesi dei laboratori privati: «Il tariffario Bindi è stato annullato»

Basilicata

Le associazioni di categoria intervengono sull'inchiesta delle Fiamme Gialle chiamando in causa due sentenze del Consiglio di Stato e un diverso conteggio per la scontistica

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Le associazioni di categoria ASA Calabria (Associazione Strutture specialistiche Accreditate)- Federlab Calabria – SBV (Sindacato Branche a Visita) commentano la vicenda denunciata oggi dalla Guardia di Fianza, che avrebbe accertato un danno erariali di 20 milioni di euro circa esegnalato 30 persone alla Procura della Corte dei Conti. «Oggi la Guardia di Finanza ha tenuto una conferenza stampa in cui ha esposto gli esiti di un’inchiesta secondo cui, – si legge in un docuemnto – negli ultimi anni, i laboratori di analisi accreditati della Calabria avrebbero percepito tariffe «gonfiate» ed applicato, erroneamente e con risultato a proprio indebito vantaggio, la scontistica prevista dalla normativa nazionale. Il tariffario Bindi, che secondo quanto noto avrebbe dovuto applicarsi sulle analisi di laboratorio, è stato annullato dal Consiglio di Stato con sentenze 1839/2001 e 1205/2010; lo sconto previsto dalla L. 296/06 è sulla prestazione, ragion per cui doveva essere applicato sull'intera produzione di prestazioni da parte di ciascun laboratorio, così come è stato. Ma vi è di più. Sempre lo sconto citato è stato dichiarato inapplicabile dal Tar Calabria con sentenza n. 269/2011, appellata dall’ufficio commissariale del Piano di Rientro, con giudizio in corso. Il rammarico -si legge – è che la vicenda parte dal 2007, in cui ci fu un’aspra battaglia da parte dei proprietari e dei lavoratori dei laboratori che organizzarono scioperi, serrate, marce e manifestazioni oltre alla difesa legale basata sull'annullamento di quella norma da parte del consiglio di stato sin dal 2001. Le cose si conclusero, appunto, con la conferma dell’annullamento del tariffario Bindi prima da parte dei TAR e poi da parte del Consiglio di Stato. Ci furono però danni. Alla salute dei calabresi che non potettero eseguire i propri controlli con la continuità di sempre; ai dipendenti che persero il proprio posto di lavoro a causa dei blocco dei pagamenti che le aziende sanitarie disposero in attesa della definizione della vertenza. Confidiamo nel lavoro sia della Guardia di Finanza che della Corte dei Conti, – conclude la nota – ci auguriamo che tutto venga presto chiarito a tutela ed in difesa dei cittadini, dei lavoratori dipendenti dei laboratori e dei professionisti seri impegnati da anni in questo lavoro».

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