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Linea comune tra azienda e sindacati
«Si deve scongiurare la mobilità»

Basilicata

Vertice dopo la decisione di interrompere la produzione nello stabilimento Dodaro di Spezzano Albanese. Manager e sindacalisti sottoscrivono un accordo per evitare di «disperdere un presidio produttiv

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In seguito alla decisione di interrompere la produzione dello stabilimento Dodaro di Spezzano Albanese, nel corso del confronto sindacale tra i rappresentati aziendali e le organizzazioni sindacali Flai-Cgil e Uila-Uil rappresentate rispettivamente da Michele Tempo e da Antonio De Gregorio e Giuseppe Adduci, secondo quanto riferisce una nota sindacale «è stato congiuntamente condiviso da tutti gli attori la necessità di scongiurare una procedura di mobilità valutando ogni altra possibile soluzione in grado di mitigare gli effetti traumatici che evidentemente si abbatterebbero sulle maestranze e, al contempo, capace di salvaguardare le potenzialità di un sito produttivo caratterizzato da una forza lavoro altamente qualificata e da innovativi processi produttivi. Da qui la proposta sindacale di ricorrere all’intervento della CIG al fine di cogliere tutte le eventuali nuove opportunità di ripresa delle attività produttive nello stabilimento di Spezzano Albanese».

Moderata soddisfazione viene espressa dei rappresentati sindacali che comunicano la condivisione, da parte dell’azienda, del percorso prospettato la cui concretizzazione sarà, ora, subordinato ad apposita autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro.

«Non possiamo permetterci di perdere un presidio produttivo così importante per l’economia già fragile di un territorio che ancora stenta ad esprimere la reale potenzialità, in un comparto quello agricolo ed agro-industriale dal quale, a giudizio di Flai-Cgil e Uila-Uil, è possibile programmare un piano di sviluppo più complessivo di una area ad alta vocazione agro-alimentare. Non rappresenta un vantaggio per nessuno continuare a trasformare le tante produzioni agricole calabresi fuori la nostra regione, al contrario riteniamo fondamentale promuovere la loro trasformazione in loco. È la trasformazione dei prodotti che genera valore aggiunto e quindi nuovi posti di lavoro e su questa scommessa che riteniamo debbano concentrarsi gli sforzi della Politica e delle Istituzioni, per individuare specifiche linee di intervento idonee a promuovere ed incentivare un intero comparto produttivo e conseguentemente un intero territorio».

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