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Riaperto il caso Oki Shin
Al centro i sospetti su Restivo

Basilicata

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Titolosu trelight
di LEO AMATO
POTENZA - «LA Commissione per la revisione dei casi criminali ha rinviato la condanna di Omar Benguit alla corte d’appello». Lo ha reso noto con una nota ufficiale il ministero della giustizia del Regno Unito accogliendo il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Winchester, che a gennaio del 2005 lo ha giudicato responsabile per l’omicidio di Jong-Ok ShinShin, più conosciuta come Oki. 
Per il delitto della studentessa aggredita il 12 maggio del 2002 a Bournemouth, i legali di Benguit da tempo accusano Danilo Restivo, dell’ex ragazzo di Erice, già condannato a 40 anni in Inghilterra per la morte di Heather Barnett e a 30 in Italia - ma soltanto in primo grado - per l’omicidio di Elisa Claps. La decisione di proporre un ricorso alla commissione per la revisione dei casi giudiziari era arrivata a maggio del 2010, dopo la scoperta del corpo di Elisa nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza, solo qualche giorno prima che la polizia del Dorset prelevasse Restivo nell’ambito delle indagini sul caso della sartina trucidata in casa proprio di fronte alla sua abitazione sempre di Bornemouth, esattamente quattro mesi dopo la 26enne coreana (12 novembre 2002) soltanto a qualche centinaio di metri di distanza. 
Benguit sta scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Oki Shin, ma il ministero della giustizia inglese spiega che dopo una «dettagliata ed estesa revisione del caso» s’è deciso per la riapertura sulla base di «nuovi elementi in grado di incidere sull’attendibilità di un teste dell’accusa che ha reso dichiarazioni durante il processo, e altri ancora su un diverso soggetto che se fosse stato conosciuto all’epoca del dibattimento avrebbe messo in condizione la difesa di Benguit di suggerire un possibile sospettato alternativo per il delitto». Dal dicastero della regina non fanno direttamente il nome di Restivo, ma riportano il testo di un comunicato della Commissione che a novembre del 2011 confermava di aver iniziato la revisione del processo dopo aver ricevuto un ricorso «incentrato principalmente sui sospetti alternativi nei confronti di Restivo (...) La commissione - proseguiva il comunicato - sta seguendo diverse ipotesi investigative durante la revisione della condanna di Benguit. Quelle ipotesi includono anche il fatto che un testimone del processo è apparso in seguito in una puntata del Jeremy Kyle Show (talk show pomeridiano della tv commerciale inglese Itv) fornendo una versione del suo ruolo nella vicenda. Questo è uno dei argomenti - concludeva la Commissione - che saranno affrontati durante la revisione, ma è troppo presto per dire se avrà delle implicazioni e di che tipo per il caso».
Nei prossimi giorni verrà dunque fissata una nuova udienza davanti alla Corte d’appello, che all’epoca (luglio del 2005) aveva respinto il ricorso di Benguit meno di 6 mesi dopo la condanna di primo grado. Un’ordinanza con le motivazioni della decisione è già stata inviata alle parti e dal Ministero spiegano di non poter rivelare i suoi contenuti esatti mentre la commissione non rilascerà altri commenti.  
Mediamente la commissione, che ha base a Birmingham ed è composta da 11 persone nominate dalla regina su indicazione del primo ministro, riceve 1.000 ricorsi all’anno da Inghilterra, Galles e Nord Irlanda, dei quali di solito soltanto attorno al 4% (1 su  25) vengono accolti. Il suo compito è di valutare se c’è la concreta possibilità che una condanna non sarebbe stata confermata in appello sulla base di nuove prove o indizi non emersi in primo grado. 

POTENZA - «LA Commissione per la revisione dei casi criminali ha rinviato la condanna di Omar Benguit alla corte d’appello». Lo ha reso noto con una nota ufficiale il ministero della giustizia del Regno Unito accogliendo il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Winchester, che a gennaio del 2005 lo ha giudicato responsabile per l’omicidio di Jong-Ok ShinShin, più conosciuta come Oki. Per il delitto della studentessa aggredita il 12 maggio del 2002 a Bournemouth, i legali di Benguit da tempo accusano Danilo Restivo, dell’ex ragazzo di Erice, già condannato a 40 anni in Inghilterra per la morte di Heather Barnett e a 30 in Italia - ma soltanto in primo grado - per l’omicidio di Elisa Claps. La decisione di proporre un ricorso alla commissione per la revisione dei casi giudiziari era arrivata a maggio del 2010, dopo la scoperta del corpo di Elisa nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza, solo qualche giorno prima che la polizia del Dorset prelevasse Restivo nell’ambito delle indagini sul caso della sartina trucidata in casa proprio di fronte alla sua abitazione sempre di Bornemouth, esattamente quattro mesi dopo la 26enne coreana (12 novembre 2002) soltanto a qualche centinaio di metri di distanza. Benguit sta scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Oki Shin, ma il ministero della giustizia inglese spiega che dopo una «dettagliata ed estesa revisione del caso» s’è deciso per la riapertura sulla base di «nuovi elementi in grado di incidere sull’attendibilità di un teste dell’accusa che ha reso dichiarazioni durante il processo, e altri ancora su un diverso soggetto che se fosse stato conosciuto all’epoca del dibattimento avrebbe messo in condizione la difesa di Benguit di suggerire un possibile sospettato alternativo per il delitto». Dal dicastero della regina non fanno direttamente il nome di Restivo, ma riportano il testo di un comunicato della Commissione che a novembre del 2011 confermava di aver iniziato la revisione del processo dopo aver ricevuto un ricorso «incentrato principalmente sui sospetti alternativi nei confronti di Restivo (...) La commissione - proseguiva il comunicato - sta seguendo diverse ipotesi investigative durante la revisione della condanna di Benguit. Quelle ipotesi includono anche il fatto che un testimone del processo è apparso in seguito in una puntata del Jeremy Kyle Show (talk show pomeridiano della tv commerciale inglese Itv) fornendo una versione del suo ruolo nella vicenda. Questo è uno dei argomenti - concludeva la Commissione - che saranno affrontati durante la revisione, ma è troppo presto per dire se avrà delle implicazioni e di che tipo per il caso».Nei prossimi giorni verrà dunque fissata una nuova udienza davanti alla Corte d’appello, che all’epoca (luglio del 2005) aveva respinto il ricorso di Benguit meno di 6 mesi dopo la condanna di primo grado. Un’ordinanza con le motivazioni della decisione è già stata inviata alle parti e dal Ministero spiegano di non poter rivelare i suoi contenuti esatti mentre la commissione non rilascerà altri commenti.  Mediamente la commissione, che ha base a Birmingham ed è composta da 11 persone nominate dalla regina su indicazione del primo ministro, riceve 1.000 ricorsi all’anno da Inghilterra, Galles e Nord Irlanda, dei quali di solito soltanto attorno al 4% (1 su  25) vengono accolti. Il suo compito è di valutare se c’è la concreta possibilità che una condanna non sarebbe stata confermata in appello sulla base di nuove prove o indizi non emersi in primo grado. 

 

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