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In giro di notte con due bombe nell’auto
Arrestato 34enne a Bernalda

Basilicata

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3 minuti 30 secondi

 

In manette a Bernalda il 34enne Giovanni Battista Forcillo, si indaga sulle cause
In giro di notte con due bombe nell’auto
BERNALDA - Se ne andava in giro nel cuore della notte, con due ordigni ad alto potenziale esplosivo nel baule dell’auto, ma i carabinieri del Nucleo operativo di Pisticci ed i colleghi della Stazione di Bernalda lo stavano già pedinando da giorni e lo hanno colto con le mani nel sacco.
E’ accaduto sabato notte, intorno alle 1.30, quando Giovanni Battista Forcillo, 34 anni di Bernalda, stava rientrando in paese con la sua auto ed ha notato un posto di blocco dei carabinieri. Cercando di non dare nell’occhio, il giovane ha imboccato una strada secondaria, con l’intento di attendere che i militari si allontanassero. Evidentemente non si era accorto che in zona c’erano anche auto civetta, già intente a seguirlo. Così i carabinieri gli hanno sbarrato la strada, perquisendo l’auto e trovando i due ordigni di ottima fabbricazione.
Quasi certamente le bombe, di un peso complessivo di 4,2 chilogrammi, non sono state fabbricate da Forcillo, vista la buona fattura; anche se lui avrebbe fatto parziali ammissioni di una sua responsabilità nel confezionamento. I due ordigni sono stati realizzati con polvere pirica compressa da altre sostanze (ossido di alluminio) per aumentarne il potere dirompente con notevole forza d'urto, e sono rientranti nella categoria dei "micidiali" con doppia miccia, per consentire a chi li innesca di avere un certo lasso di tempo per fuggire in sicurezza. 
C'erano anche tre contenitori di sabbia che diventa incandescente provocando danni micidiali, tanto da uccidere chiunque si trovasse nel raggio di decine di metri e capovolgere un'auto. Forcillo è stato arrestato con le accuse di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo, ma le indagini proseguono per individuare eventuali collegamenti con bande specializzate in danneggiamenti e ritorsioni, anche per dare spiegazione logica alla detenzione dell’esplosivo.
Negli anni scorsi, a Bernalda, si è registrata una certa frequenza di atti incendiari, non collegati secondo i carabinieri ad una pista estorsiva, ma con evidenti finalità di danneggiamento.

BERNALDA - Se ne andava in giro nel cuore della notte, con due ordigni ad alto potenziale esplosivo nel baule dell’auto, ma i carabinieri del Nucleo operativo di Pisticci ed i colleghi della Stazione di Bernalda lo stavano già pedinando da giorni e lo hanno colto con le mani nel sacco.E’ accaduto sabato notte, intorno alle 1.30, quando Giovanni Battista Forcillo, 34 anni di Bernalda, stava rientrando in paese con la sua auto ed ha notato un posto di blocco dei carabinieri. Cercando di non dare nell’occhio, il giovane ha imboccato una strada secondaria, con l’intento di attendere che i militari si allontanassero. Evidentemente non si era accorto che in zona c’erano anche auto civetta, già intente a seguirlo. Così i carabinieri gli hanno sbarrato la strada, perquisendo l’auto e trovando i due ordigni di ottima fabbricazione.Quasi certamente le bombe, di un peso complessivo di 4,2 chilogrammi, non sono state fabbricate da Forcillo, vista la buona fattura; anche se lui avrebbe fatto parziali ammissioni di una sua responsabilità nel confezionamento. I due ordigni sono stati realizzati con polvere pirica compressa da altre sostanze (ossido di alluminio) per aumentarne il potere dirompente con notevole forza d'urto, e sono rientranti nella categoria dei "micidiali" con doppia miccia, per consentire a chi li innesca di avere un certo lasso di tempo per fuggire in sicurezza. C'erano anche tre contenitori di sabbia che diventa incandescente provocando danni micidiali, tanto da uccidere chiunque si trovasse nel raggio di decine di metri e capovolgere un'auto. Forcillo è stato arrestato con le accuse di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo, ma le indagini proseguono per individuare eventuali collegamenti con bande specializzate in danneggiamenti e ritorsioni, anche per dare spiegazione logica alla detenzione dell’esplosivo.Negli anni scorsi, a Bernalda, si è registrata una certa frequenza di atti incendiari, non collegati secondo i carabinieri ad una pista estorsiva, ma con evidenti finalità di danneggiamento.

 

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