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Gdf, controlli a tappeto nel Potentino
Un commerciante su tre è irregolare

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 43 secondi
 Nello stesso giorno un parrucchiere si è beccato due verbali dalla Guardia di finanza
Scontrino, questo sconosciuto
E il titolare di un negozio di frutta e verdura  aveva la cassa spenta
SCONTRINO fiscale questo sconosciuto. O quasi. Un commerciante su tre, infatti, non rilascia né scontrino né ricevute fiscali. Addirittura ci sono commercianti che il registratore di cassa, all’apertura del proprio negozio, neanche lo mettono in funzione.
Questo in sintesi il bilancio della Guardia di finanza di Potenza che, dopo i controlli effettuati nel corso del 2012, ha scoperto che un contribuente su tre è irregolare. 
Ai grandi evasori fiscali si affiancano i piccoli che,  fatte ovviamente le debite proporzioni,  non sono meno “dannosi” dei primi. 
Il 30 per cento dei controlli su scontrini e ricevute fiscali in tutto il territorio della provincia di Potenza è risultato irregolare. Su  2.896 esercizi commerciali gli uomini delle Fiamme gialle hanno scoperto che nel  23 per cento dei casi, non sono stati emessi  documenti, scontrini o o ricevute fiscali, che certificassero  i corrispettivi incassati.
Nel 7 per cento dei casi sono stati invece emessi  documenti fiscale con importi inferiori rispetto a quanto è stato  incassato. 
E oltre alla mancata emissione di ricevute o scontrini sono stati trovati 18 lavoratori in nero. E se nel 2012 la proporzione era di uno su tre non diversa la situazione registratasi nei primi mesi dell’anno in corso. Di fatto è stato confermato il dato che un commerciante su tre evade il fisco. Non solo evasori ma anche recidivi. Come dimostra il caso del titolare di un salone di parrucchiere per uomo.  Gli agenti della Compagnia di Potenza della Guardia di Finanza l’hanno beccato in flagranza: non aveva consegnato a  un cliente la relativa ricevuta fiscale a fronte dell’avvenuta prestazione lavorativa. Redatto il verbale di contestazione.  La pattuglia dopo avere proseguito  il proprio giro di controllo stava per terminare il turno quando, rientrando nella  caserma di Corso Garibaldi, si è trovata a ripassare davanti all’esercizio commerciale. In quel momento stava uscendo un altro cliente. Gli agenti si sono fermati e gli hanno chiesto di mostrare la ricevuta fiscale. Che ovviamente il cliente non ha potuto fare visionare perché il parrucchiere non gliela aveva rilasciata. Gli agenti delle Fiamme gialle sono entrati nuovamente nel negozio - due volte nel giro di poche ore - e hanno redatto un secondo “verbale di constatazione”. E se il parrucchiere con il suo agire ha dimostrato come, nonostante il primo verbale, l’emettere ricevute fiscali non rientrasse proprio nelle sue abitudini le Fiamme gialle hanno anche beccato chi il registrato di casa non l’aveva proprio acceso. 
Intorno  alle 10.30 sono entrati in un  negozio di frutta e verdura. Oltre a non avere emesso neanche uno scontrino fiscale il titolare, pur avendo aperto il suo negozio intorno alle 8 del mattino , non aveva messo ancora in funzione il registratore di cassa che risultava infatti spento. I due casi dimostrano come lo scontrino piuttosto che la ricevuta sono davvero degli sconosciuti se si tiene conto che nonostante il primo verbale il parrucchiere ha continuato imperterrito a non rilasciare ricevute fiscali e il commerciante - anche lui si è beccato un bel verbale - aveva addirittura il registrato di cassa spento. Calcolatrice alla mano nel Potentino 1 commerciante su evade il fisco in maniera più o meno eclatante.  Il maggior numero di irregolarità sono state riscontrate a commercianti ambulanti, bar, pizzerie, drogherie e minimarket, ristoranti e trattorie, parrucchieri e barbieri, panetterie, carrozzieri. Le irregolarità accertate sono molte, e tutte determinano l'occultamento al fisco di svariate centinaia di euro. Le più diffuse, chiaramente, sono la mancata emissione dello scontrino, oppure la compilazione di una ricevuta con un importo inferiore al valore reale della merce acquistata. Poi ci sono i recidivi e anche dei veri e propri commercianti che lo scontrino non sanno neanche cosa sia. Evasori “seriali” li si potrebbe definire. 
al.g.
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SCONTRINO fiscale questo sconosciuto. O quasi. Un commerciante su tre, infatti, non rilascia né scontrino né ricevute fiscali. Addirittura ci sono commercianti che il registratore di cassa, all’apertura del proprio negozio, neanche lo mettono in funzione.Questo in sintesi il bilancio della Guardia di finanza di Potenza che, dopo i controlli effettuati nel corso del 2012, ha scoperto che un contribuente su tre è irregolare. Ai grandi evasori fiscali si affiancano i piccoli che,  fatte ovviamente le debite proporzioni,  non sono meno “dannosi” dei primi. Il 30 per cento dei controlli su scontrini e ricevute fiscali in tutto il territorio della provincia di Potenza è risultato irregolare. Su  2.896 esercizi commerciali gli uomini delle Fiamme gialle hanno scoperto che nel  23 per cento dei casi, non sono stati emessi  documenti, scontrini o o ricevute fiscali, che certificassero  i corrispettivi incassati.Nel 7 per cento dei casi sono stati invece emessi  documenti fiscale con importi inferiori rispetto a quanto è stato  incassato. E oltre alla mancata emissione di ricevute o scontrini sono stati trovati 18 lavoratori in nero. E se nel 2012 la proporzione era di uno su tre non diversa la situazione registratasi nei primi mesi dell’anno in corso. Di fatto è stato confermato il dato che un commerciante su tre evade il fisco. Non solo evasori ma anche recidivi. Come dimostra il caso del titolare di un salone di parrucchiere per uomo.  Gli agenti della Compagnia di Potenza della Guardia di Finanza l’hanno beccato in flagranza: non aveva consegnato a  un cliente la relativa ricevuta fiscale a fronte dell’avvenuta prestazione lavorativa. Redatto il verbale di contestazione.  La pattuglia dopo avere proseguito  il proprio giro di controllo stava per terminare il turno quando, rientrando nella  caserma di Corso Garibaldi, si è trovata a ripassare davanti all’esercizio commerciale. In quel momento stava uscendo un altro cliente. Gli agenti si sono fermati e gli hanno chiesto di mostrare la ricevuta fiscale. Che ovviamente il cliente non ha potuto fare visionare perché il parrucchiere non gliela aveva rilasciata. Gli agenti delle Fiamme gialle sono entrati nuovamente nel negozio - due volte nel giro di poche ore - e hanno redatto un secondo “verbale di constatazione”. E se il parrucchiere con il suo agire ha dimostrato come, nonostante il primo verbale, l’emettere ricevute fiscali non rientrasse proprio nelle sue abitudini le Fiamme gialle hanno anche beccato chi il registrato di casa non l’aveva proprio acceso. Intorno  alle 10.30 sono entrati in un  negozio di frutta e verdura. Oltre a non avere emesso neanche uno scontrino fiscale il titolare, pur avendo aperto il suo negozio intorno alle 8 del mattino , non aveva messo ancora in funzione il registratore di cassa che risultava infatti spento. I due casi dimostrano come lo scontrino piuttosto che la ricevuta sono davvero degli sconosciuti se si tiene conto che nonostante il primo verbale il parrucchiere ha continuato imperterrito a non rilasciare ricevute fiscali e il commerciante - anche lui si è beccato un bel verbale - aveva addirittura il registrato di cassa spento. Calcolatrice alla mano nel Potentino 1 commerciante su evade il fisco in maniera più o meno eclatante.  Il maggior numero di irregolarità sono state riscontrate a commercianti ambulanti, bar, pizzerie, drogherie e minimarket, ristoranti e trattorie, parrucchieri e barbieri, panetterie, carrozzieri. Le irregolarità accertate sono molte, e tutte determinano l'occultamento al fisco di svariate centinaia di euro. Le più diffuse, chiaramente, sono la mancata emissione dello scontrino, oppure la compilazione di una ricevuta con un importo inferiore al valore reale della merce acquistata. Poi ci sono i recidivi e anche dei veri e propri commercianti che lo scontrino non sanno neanche cosa sia. Evasori “seriali” li si potrebbe definire.

 

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