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Le mani dei Tarricone sull'eolico
"Se Mariani si oppone lo cacciamo"

Basilicata

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POTENZA - Un imprenditore poliedrico con i suoi soci del nord, un sindaco dal piglio decisionista che cambia idea su un progetto poco dopo la sua rielezione, un bando molto particolare, infine il vento. Tanto vento. Che tradotto in soldoni fanno milioni e milioni di euro.

C'è un capitolo eolico nell'inchiesta "bis" sui fratelli Tarricone confluita nel fascicolo dei pm Eliana Franco e Sergio Marotta sulla maxi-frode contro l'erario e alcuni fornitori delle società di famiglia, per cui giovedì scorso è scattato il blitz delle fiamme gialle. In realtà si tratta proprio del punto di partenza degli investigatori della mobile di Potenza coordinati dal dirigente Carlo Pagano, che negli scorsi mesi a partire da un esposto molto dettagliato hanno ripercorso gli affari e le relazioni degli imprenditori di Muro Lucano.  Si va dai marchi più noti come Drive Beer e Betflag (gioco d'azzardo online), all'intermedizione creditizia, passando per le energie rinnovabili, le mense e i servizi generali per più di una trentina di istituti penitenziari sparsi in tutta Italia. Business a molti zeri propiziati in qualche caso anche dalle conoscenze giuste, come l'ex braccio destro del guardasigilli leghista Roberto Castelli e il sindaco di Muro Gerardo Mariani.

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