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Le intercettazioni dei Tarricone, il sindaco di Muro: «Nessuno mi può cacciare»

Basilicata

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Le intercettazioni dei Tarricone, il sindaco di Muro: «Mi hanno sostenuto ma sarei stato eletto lo stesso» 
«Nessuno mi può cacciare»
Mariani si smarca: «Al tempo del bando per la società eolica non sapevo del loro interesse»
di LEO AMATO
POTENZA - Più che compaesani dei supporters, ma alleati capaci di decidere le sorti della sua amministrazione no. La protervia smascherata dalle intercettazioni dell’inchiesta sui fratelli di Muro Lucano il sindaco Gerardo Mariani non la raccoglie. 
Così la volevano cacciare?
«Sono un soggetto scomodo per tutti perché amministro in maniera trasparente. Scrissi anche una lettera alla società e a Muro chiamavo spesso i Tarricone perché la Regione mi diceva che l’autorizzazione era pronta e serviva solo una fideiussione da parte loro per rilasciarla. Perciò dico: ho venduto le quote e ho fatto un’affare. Benissimo. Ma se questi hanno comprato le quote vuol dire che hanno interessi a fare il piano e quindi ho programmato il bilancio comunale per avere i primi 300mila euro appena si firmava l’inizio dei lavori. Invece passa un mese. Poi ne passano due. Passa un anno, e io ho dovuto sollecitare scrivendo: signori fatemi capire che cosa volete fare, visto che il parco è ambito interessiamo altri soggetti se voi non siete più disposti. Se poi per questo loro dicono che mi volevano cacciare, non saprei come pensavano di farlo. Non so proprio come».
Ma lei aveva chiesto alla Regione a che punto era la pratica di questo parco eolico?
«Io ho sollecitato la pratica quando sono andato alla conferenza di servizi perché ritenevo e ritengo di aver fatto un contratto favorevolissimo all’amministrazione comunale per aver portato l’ammontare delle royalties da 128mila euro, che erano riconosciute dalla vecchia convenzione, fino a circa un milione. Per un bilancio di nove sono tanti»
Ammetterà che il bando per la cessione delle quote della Monte Raitiello srl non è proprio bello. Cinque giorni di tempo per presentare una domanda con una domenica in mezzo. Una sola offerta pervenuta...
«Io mi sono affidato agli uffici. Dato che nel contratto vecchio c’era il diritto di prelazione della società Monte Raitiello, o 5 giorni o 50 giorni o un milione di giorni era sempre la Monte Raitiello a dover decidere se acquistare le quote del comune. Il resto a me poco interessava». 
Davvero non ne avevate mai parlato con i Tarricone prima che costituissero la società e che uscisse il bando?
«Io non ne ho parlato con nessuno. Perché hanno costituito la società dopo che è uscito il bando?»
No, ma appena qualche mese prima. 
«Questo non lo so. Assolutamente. Mi è estranea questa cosa. Ma si occupavano di energia alternative anche prima: avevano già sviluppato del fotovoltaico mi sembra a Baragiano. Quindi la società era nuova? Non lo sapevo».
Si dice che comunque i Tarricone un certo sostegno in campagna elettorale gliel’abbiano dato offrendo anche la birra per la festa dopo l’elezione
«No, non un “certo sostegno”. Mi hanno proprio sostenuto in campagna elettorale con una spiegazione molto semplice: “Noi vogliamo restare a Muro Lucano. Le nostre famiglie sono a Muro. Vogliamo un sindaco operativo. Noi ti conosciamo e ti votiamo”. Queste sono state le loro parole e io per questo li ho ringraziati di cuore. Poi abbiamo fatto in piazza una manifestazione di ringraziamento dopo le elezioni e loro hanno offerto la birra. E’ vero».
Ma lei crede che senza il loro sostegno sarebbe stato eletto comunque?
«Penso proprio di sì perché sono stato eletto con 300 voti in più e i Tarricone non contano 300 voti a Muro Lucano. Saranno 80/90 voti, più di questi non ne hanno. A me soltanto il Padreterno mi può cacciare dal Comune perché ho una certa età. Sono stato eletto perché la gente si era seccata delle passate amministrazioni e io mi sono inimicato tutti in questo paese per riportare la pulizia, la trasparenza e l’onestà in Municipio». 
Ha ragione chi la chiama sindaco-sceriffo?
«Sì perché a me piace fare e affronto le questioni di petto senza avere timore di nessuno, quando le cose sono fatte nei termini di legge. Io osservo sempre il detto di mio padre: “figlio mio, piesc’ chiar e nun ave’ paur d’nent”».
Questa non l’ho capita.
«Allora in italiano: orina chiaro e non avere paura di niente (ride)».  
 

 

POTENZA - Più che compaesani dei supporters, ma alleati capaci di decidere le sorti della sua amministrazione no. La protervia smascherata dalle intercettazioni dell’inchiesta sui fratelli di Muro Lucano il sindaco Gerardo Mariani non la raccoglie. 

Così la volevano cacciare?

«Sono un soggetto scomodo per tutti perché amministro in maniera trasparente. Scrissi anche una lettera alla società e a Muro chiamavo spesso i Tarricone perché la Regione mi diceva che l’autorizzazione era pronta e serviva solo una fideiussione da parte loro per rilasciarla. Perciò dico: ho venduto le quote e ho fatto un’affare. Benissimo. Ma se questi hanno comprato le quote vuol dire che hanno interessi a fare il piano e quindi ho programmato il bilancio comunale per avere i primi 300mila euro appena si firmava l’inizio dei lavori. Invece passa un mese. Poi ne passano due. Passa un anno, e io ho dovuto sollecitare scrivendo: signori fatemi capire che cosa volete fare, visto che il parco è ambito interessiamo altri soggetti se voi non siete più disposti. Se poi per questo loro dicono che mi volevano cacciare, non saprei come pensavano di farlo. Non so proprio come».

Ma lei aveva chiesto alla Regione a che punto era la pratica di questo parco eolico?

«Io ho sollecitato la pratica quando sono andato alla conferenza di servizi perché ritenevo e ritengo di aver fatto un contratto favorevolissimo all’amministrazione comunale per aver portato l’ammontare delle royalties da 128mila euro, che erano riconosciute dalla vecchia convenzione, fino a circa un milione. Per un bilancio di nove sono tanti»

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