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Ergastolo per la strage di Natale
L'applauso liberatorio dei famigliari

Basilicata

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3 minuti 20 secondi
La corte d’assise di Potenza ha condannato Bruscella anche a due anni di isolamento diurno 
Ergastolo per la strage di Natale
In tribunale l’applauso liberatorio dei familiari alla lettura della sentenza 
C’È voluta più o meno un’ora perchè la la Corte d’assise di Potenza emettesse la sentenza. È basta un’ora per chiudere con la condanna al massimo della pena il processo all’autore della strage di Natale a Genzano. 
Ettore Bruscella è stato condannato all’ergastolo. L’uomo, di 78 anni,  la sera della vigilia di Natale del 2011 ha ucciso a Genzano di Lucania un’intera famiglia. Ha sparato diversi colpi di fucile, in strada, lasciando a terra senza vita Antonietta Di Palma (55 anni), e due dei suoi figli, Maria Donata e Matteo Menchise, di 31 e 27 anni. 
Il triplice delitto è avvenuto per contrasti di vicinato, cominciati anni prima: Bruscella lamentava la presenza insistente dei fumi che fuoriuscivano dal locale della famiglia Menchise, che lì aveva una lavanderia. Bruscella uccise Di Palma nella lavanderia; i due figli furono raggiunti dai colpi fuori dal locale, mentre cercavano scampo. Il marito di Di Palma, Leonardo Menchise, rimase ferito a una gamba. 
Il lutto a Genzano non è mai terminato: troppo dolorosa e cruenta la vicenda per pensare di poter abbassare l’attenzione. L’intero paese si è sentito coinvolto e colpito, immerso a lungo nel dolore.  Come accadeva fin dall’avvio del processo, anche per l’udienza di ieri familiari e amici della famiglia Menchise si sono recati in tribunale, per assistere in questo caso alla lettura della sentenza, stringendo tra le mani le foto delle vittime. 
Non c’era però Bruscella, assente da alcune udienze per motivi di salute. Alla lettura della condanna, in tribunale si è sentito un forte applauso liberatorio. Oltre alla condanna all’ergastolo, la Corte ha deciso per l’imputato l’isolamento diurno per due anni, riconoscendo come aggravanti i motivi banali e la premeditazione.

C’È voluta più o meno un’ora perchè la la Corte d’assise di Potenza emettesse la sentenza. È basta un’ora per chiudere con la condanna al massimo della pena il processo all’autore della strage di Natale a Genzano. Ettore Bruscella è stato condannato all’ergastolo. L’uomo, di 78 anni,  la sera della vigilia di Natale del 2011 ha ucciso a Genzano di Lucania un’intera famiglia. Ha sparato diversi colpi di fucile, in strada, lasciando a terra senza vita Antonietta Di Palma (55 anni), e due dei suoi figli, Maria Donata e Matteo Menchise, di 31 e 27 anni. Il triplice delitto è avvenuto per contrasti di vicinato, cominciati anni prima: Bruscella lamentava la presenza insistente dei fumi che fuoriuscivano dal locale della famiglia Menchise, che lì aveva una lavanderia. Bruscella uccise Di Palma nella lavanderia; i due figli furono raggiunti dai colpi fuori dal locale, mentre cercavano scampo. Il marito di Di Palma, Leonardo Menchise, rimase ferito a una gamba. Il lutto a Genzano non è mai terminato: troppo dolorosa e cruenta la vicenda per pensare di poter abbassare l’attenzione. L’intero paese si è sentito coinvolto e colpito, immerso a lungo nel dolore.  Come accadeva fin dall’avvio del processo, anche per l’udienza di ieri familiari e amici della famiglia Menchise si sono recati in tribunale, per assistere in questo caso alla lettura della sentenza, stringendo tra le mani le foto delle vittime. Non c’era però Bruscella, assente da alcune udienze per motivi di salute. Alla lettura della condanna, in tribunale si è sentito un forte applauso liberatorio. Oltre alla condanna all’ergastolo, la Corte ha deciso per l’imputato l’isolamento diurno per due anni, riconoscendo come aggravanti i motivi banali e la premeditazione.

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