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A Potenza una petizione anti-Ztl
L'opposizione: «sospendiamo la chiusura»

Basilicata

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L'esperimento della Zona a traffico limitato a Potenza «è fallito», perchè «nato in modo raffazzonato e incomprensibile»: per questo il centrodestra propone, attraverso una petizione, di sospenderlo, analizzando i dati «sull'utilizzo e sull'impatto sul centro storico» per poi «deciderne il futuro». 

In una conferenza stampa, i rappresentanti dell’opposizione nel consiglio comunale, Giuseppe Molinari (lista per la Città), Antonino Imbesi, Fernando Picerno, Michele Napoli (Pdl) e Rocco Coviello (Fli) hanno spiegato i motivi della proposta e raccontato anche dell'adesione ricevuta dai cittadini. Le firme raccolte finora sono state circa 300 (il numero minimo perché una proposta possa essere portata al dibattito dell'aula consiliare), ma la raccolta sta proseguendo. 

La petizione nasce dall’idea «che la Ztl comincia già in modo poco chiaro e ragionato» apartire «dalle telecamere che non hanno funzionato subito» e dai progetti che non sono stati realizzati a corollario della chiusura al traffico del centro storico, come i parcheggi, i mercati e la riqualificazione del parco di Montereale. Bisogna poi riflettere, secondo i rappresentanti del centrodestra, sull'impatto che la Ztl ha avuto sulle attività commerciali, analizzando nel dettaglio i dati economici degli ultimi mesi, ma soprattutto «i problemi che hanno avuto i commercianti e i residenti, il cui grido di dolore non è stato ascoltato».   Si tratta, in sintesi, «di mantenere in vita un progetto che rappresenta un rischio troppo elevato che la città non può permettersi». 

Non è quindi «solo una questione politica tra due coalizioni» ma una richiesta della città: nella petizione, infine, si chiede che il progetto riparta, in ogni caso, «solo dopo la realizzazione, attiva ed efficace, di tutti i servizi previsti», tra cui il parcheggio di Viale dell’Unicef, lo snodo degli autobus extraurbani, un valido servizio di taxi, e lo sviluppo di un piano di mobilità». 

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